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Roma, 19 feb – Il livello della sinistra italiana attuale può essere definito dal fatto seguente: nel 2018, il principale dibattito che la anima è quello che divide coloro che vorrebbero sciogliere i movimenti di ispirazione fascista d’ufficio (è il caso della Boldrini e di altri) e coloro che, molto semplicemente, propongono il linciaggio come concreta e rispettabile opzione politica.
Dei primi ci occuperemo prossimamente, in un approfondimento a parte. Passiamo, per il momento, ai sostenitori della seconda opzione, quella che non cerca di piegare il diritto a esigenze propagandistiche, ma che vuole semplicemente sospenderlo. Prendiamo i fatti di Bologna: Forza Nuova, regolarmente presente alle elezioni, chiede e ottiene di poter svolgere un comizio in città, come peraltro è ovvio, in campagna elettorale. I centri sociali decidono invece che quel comizio non s’ha da fare e portano la guerriglia in città per svariate ore. Come reagiscono le forze politiche? “È vergognoso che Minniti reprima gli antifascisti con la violenza e lasci invece che xenofobi, neonazisti e neofascisti possano esprimere le loro opinioni: continuiamo a ripetere che il fascismo non è un’opinione come le altre”, afferma il segretario nazionale di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo. Per Giovanni Paglia, di Liberi e Uguali, “occupare una piazza per impedire che possa essere usata dai fascisti è un preciso dovere di ogni buon democratico. È assurdo che si utilizzino le forze dell’ordine per cacciare a manganellate gli antifascisti e consegnare lo spazio a Forza Nuova”. Insomma, dei partiti pienamente inseriti nel sistema democratico, che in passato hanno anche espresso dei ministri, affermano con estremo candore che se qualcuno che non ti aggrada tiene un comizio, tu puoi andare lì con la forza e impedirlo. Non si sta dicendo, beninteso, che a volte ci sono delle cose giuste ma illegali e che quindi vanno fatte prendendosene la responsabilità. Al contrario, si vuole istituzionalizzare la giustizia fai da te, renderla legale, e ci si indigna se la polizia interviene per reprimerla.
Nelle stesse ore, lo scrittore Christian Raimo pubblica sul blog Minima et moralia un discorso pronunciato da Pertini durante i tumulti per il congresso dell’Msi a Genova, nel 1960. Diceva allora l’ex partigiano: “Io nego – e tutti voi legittimamente negate – la validità della obiezione secondo la quale il neofascismo avrebbe diritto di svolgere a Genova il suo congresso. Infatti, ogni atto, ogni manifestazione, ogni iniziativa, di quel movimento è una chiara esaltazione del fascismo e poiché il fascismo, in ogni sua forma è considerato reato dalla Carta Costituzionale, l’attività dei missini si traduce in una continua e perseguibile apologia di reato”. Chiosa di Raimo sui social: “Oggi, nelle piazze controllate da Minniti, Pertini verrebbe manganellato”. Tutto questo veniva scritto sempre nelle stesse ore degli scontri di Bologna, a cui lo scrittore fa riferimento in modo trasparente. Quindi le forze dell’ordine, secondo Raimo, non dovrebbero intervenire per fermare una folla di esagitati che tenta di impedire con la violenza un comizio. Dovrebbe lasciarli fare, in nome di Pertini e della Costituzione. La quale, ovviamente, non dice nulla di tutto questo, semmai più o meno il contrario. Non sta scritto da nessuna parte, sulla Carta, che il primo fuorisede di stanza a Bologna possa trasformarsi in una sorta di Giudice Dredd antifascista, che esamina il caso, emette la sentenza e la fa rispettare sul momento. Questa cosa è fuori dal diritto e fuori dalla Costituzione e ha un nome ben preciso, che è linciaggio. Lo stesso che, nel 2009, lo scrittore Erri De Luca invitava a usare contro un’occupazione di CasaPound a Napoli: “Sono contrario agli sgomberi da parte delle istituzioni. È il quartiere che dovrebbe reagire alla presenza di un gruppo neofascista, ribellarsi ed espellere questo corpo estraneo che si è insediato in città”. Se questi sono i buoni, evviva noialtri cattivi.
Adriano Scianca



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3 Commenti

  1. Ma loro sono democratici…
    Sei libero di pensarla come me…oppure non sei libero. Alla faccia della democrazia.
    Anche devastare l’altrui proprietá, di gente che non centra nulla, é legale? Questo vorrei mi spiegassero i quattro coglioni di sinistra che hanno la testa solo per spartire le orecchie. Secondo loro, tutto ció che é a destra é fascista. Quindi in realtá sono peggio dell’ideologia che suppongono di combattere.
    Applicando i loro parametri…io,libero cittadino, in funzione dei danni, delle umiliazioni, delle violazioni dei diritti umani perpetrate dalla sinistra italiana negli ultimi 11 anni, sarei libero di andare ad un evento di sinistra a spaccare teste e distruggere cose.
    La legge é uguale per tutti, vero?
    O forse in Italia non é cosí?

  2. Bellissimo articolo che evidenzia la pochezza e la vergognosa scorrettezza di coloro che in nome del comunismo e di una democrazia distorta ragliano ai quattro venti le loro ignobili e mendaci idee purolente…………..
    ……….per quanto riguarda i centri sociali sono pieni di vomitevoli e colerosi esseri immondi, drogati e puzzolenti, che vivono di sovvenzioni piddine……….sono bestie,sono servi di personaggi che hanno ignobilmente occupato i più alti scranni istituzionali, ammesso che vi siano in questo sfortunato paese delle istituzioni………per ora ci accorgiamo solo di una dittatura indegna e razzista che considera gli italiani servi di delinquenti, neri o asiatici che siano. Pure gli indigeni non scherzano.

  3. Ricordiamoci del periodo dal 1969 agli anni ’80; questi sono gli stessi (Gentiloni in primis alla “Statale” di Milano con Capanna) che gridavano :”La resistenza ce lo ha insegnato, uccidere un fascista non è reato”.
    Ma non ci fermeranno.

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