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Stoccolma, 19 feb – Che l’immigrazione fosse una “risorsa” solo per alcuni era ben noto da tempo: ong, cooperative, chiese, partiti di sinistra. E industriali, ovviamente. Che c’è di meglio, infatti, di una massa di disperati, non sindacalizzati e disposti a qualsiasi paga per comprarsi una pagnotta? Marx lo chiamava “esercito industriale di riserva”, nel gergo economico si dice “dumping salariale”, i politici e gli industriali stessi lo definiscono invece “competitività”. Cioè: per avere prezzi “competitivi” (cioè più convenienti per gli acquirenti), abbasso il “costo del lavoro” (i salari).
Come faccio? Semplice: se tu lavoratore mi chiedi troppo, non c’è problema, al posto tuo assumo un immigrato che è ben felice di accettare una paga miserrima che tu, invece, ti ostini a rifiutare. Altrimenti esiste pur sempre il piano B: delocalizzare. È questo il succo della lettera aperta, pubblicata sul quotidiano economico Dagens Industriinviato, che la Confindustria svedese ha inviato al proprio governo. Tra i firmatari sono presenti anche gli amministratori delegati dei colossi Ericsson e H&M. Börje Ekholm, ad della stessa Ericsson, non ha avuto remore nel minacciare delocalizzazioni massicce, qualora l’esecutivo continui la sua linea dura sulle espulsioni. «L’immigrazione economica deve funzionare in modo razionale e prevedibile per permettere a gruppi come Ericsson di tenere in patria le principali attività produttive e di ricerca».
Ma da dove nasce questa polemica? La Svezia, com’è noto, è stata una delle nazioni europee più colpite dall’invasione migratoria del 2015. Questo ha portato alla nascita di quartieri-ghetto, zone sottratte alla sovranità statale, aumento della criminalità e degli stupri. Insomma, gli immigrati non si sono affatto comportati come ospiti discreti. Per questo motivo, con una popolazione incazzata e l’approssimarsi delle elezioni nazionali (si terranno il prossimo 9 settembre), il governo di minoranza socialisti/verdi, spalleggiato dal centrodestra, ha ridotto gli arrivi e aumentato le espulsioni. Il tutto per evitare l’avanzata del partito nazionalista (Democratici svedesi), già adesso in prepotente ascesa.
Valerio Benedetti

3 Commenti

  1. E’ questo il nocciolo della questione:
    L’immigrazione di massa, è un bene per la tasca di alcuni (confindustria, ONG, finanzieri , sindacati, chiesa e partiti di sinistra in cerca di consensi) ma non è un bene per i paesi che subiscono i flussi migratori di massa (INVASIONI)….

  2. Ong preti industriali di sinistra tutti bastardi venduti che pensano solo ad arricchirsi con questi immigrati selvaggi ignoranti che fino all’altro giorno mangiavano serpenti scorpioni ecc….ed ora protestano che le lasagne od il riso non lo vogliono fuori tutti dalla nostra cara vecchia Europa e con loro chi li ama e li aiuta .

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