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Roma, 1 set – Alan Bullock, nel suo “Hitler e Stalin: vite parallele”, scrive che Hitler si accanì principalmente contro gli ebrei, mentre Stalin si accanì soprattutto contro i russi. Potremmo aggiungere che Mao si accanì contro i cinesi, Pol Pot contro i cambogiani, Ceausescu contro i rumeni e così di seguito per ogni dittatore o dittatura comunista. Sul fronte opposto, gli ebrei tedeschi furono gli ultimi a essere deportati perché comunque erano “anche” tedeschi. L’Italia fascista, con i dissidenti italiani, ricorse principalmente al confino, misura sicuramente all’acqua di rose rispetto al gulag, la stragrande maggioranza dei tedeschi deportati nei lager per motivi politici o di sicurezza sopravvisse all’esperienza laddove le vittime dei regimi comunisti furono milioni (a decine) di russi in Russia, cinesi in Cina e così di seguito. Paesi come Ungheria, Bulgaria, Ucraina, pur sotto l’egida di Mosca, ebbero a loro volta dittatori e dirigenti ungheresi, bulgari, ucraini che si accanirono contro i loro stessi connazionali, il che è decisamente significativo.
Per tutto questo è stato coniato, limitatamente all’ambito della nuova destra, un neologismo: “etnomasochismo”, ovvero: sofferenza inflitta alla propria etnia. Ovviamente, non troverete questo termine in nessun vocabolario. È un vocabolo scomodo che la neolingua orwelliana non può accettare visto che esplicita, con la forza della parola, una situazione di disagio politically incorrect, non tanto in riferimento a un comunismo defunto, ma tutt’altro che sepolto, ma alla società multirazziale che del comunismo è in un certo senso l’erede.
I paralleli tra le due ideologie sono evidenti e numerosi.
Non funzionano e in maniera palese
Tutti i sistemi comunisti furono costretti a chiudere le frontiere per evitare che i loro cittadini migrassero all’estero, segno inequivocabile di fallimento a tutti i livelli. L’integrazione nella società multirazziale non esiste. Le città si dividono in quartieri abitati in prevalenza da singole etnie (viene alla mente il termine “società multirazzista”). Il risultato concreto è il degrado, l’aumento esponenziale della criminalità e i costi (esorbitanti) di milioni di individui che non potranno trovare lavoro in Paesi con una disoccupazione media al 12% e destinata ad aumentare con la deflazione tecnologica.
Vanno contro la volontà popolare e hanno bisogno di leggi repressive
 
Nessun sistema comunista è andato al potere democraticamente e tantomeno lo ha mantenuto con il consenso popolare. La repressione del dissenso in quei sistemi era totale e spietata. La percentuale di italiani (ed europei) contraria all’immigrazione è superiore al 90% e in tutta Europa il dissenso viene contrastato con leggi repressive, in particolare per quel che riguarda la libera circolazione delle idee, ma non solo.
Si servono di un imponente apparato di propaganda “fake”
Come far passare un sistema comunista obbligato a chiudere le frontiere per impedire ai suoi cittadini di fuggire, oberato da una miseria diffusa con tanto di carestie, con milioni di individui uccisi o internati, una sanità praticamente inesistente e la pena di morte (fucilazione) per chi sciopera come una sorta di sistema ideale, conquista evolutiva dell’umanità? Si abolisce la dialettica e si capovolge la questione a 360 gradi assumendo a priori che essere comunisti è segno di cultura e intelligenza, senza dare spiegazioni (peraltro impossibili). Accade qualcosa di diverso con la società multirazziale? No. Ecco allora che un’insensata accoglienza senza limiti diventa segno di civiltà, cultura e intelligenza, mentre teorie sensate che si pongono il problema dei costi, della delinquenza importata e della perdita di un’identità nazionale diventano “aberranti”,  “deliranti” e comunque frutto “dell’ignoranza” (di cosa?). A questo si aggiungono i media, nella fattispecie film e telefilm che mostrano extracomunitari perfettamente integrati, vittime di pregiudizi e violenze ingiustificate così come i telegiornali sono pronti a deplorare un uovo in faccia all’atleta di colore ignorando le centinaia crimini al giorno commessi da extracomunitari. È come se una realtà virtuale completamente falsata si sostituisse in tutto e per tutto alla realtà effettiva.
Gli intellettuali le sostengono
Da Dario Fo a Roberto Saviano le due ideologie vengono sostenute da un’elite straricca di intellettuali di regime (in realtà piuttosto modesti), cioè tutti quelli che hanno voce sui media dalla televisione ai quotidiani.
Vengono imposte da un’Unione (sovietica-europea)
Difficile che un singolo Stato riesca a imporre due simili assurdità ideologiche da solo. C’è bisogno di un potere sovranazionale non eletto (Commissione Europea – politburo) che controlli i singoli Stati al di fuori dei medesimi onde ostacolare gli inevitabili governi “populisti”, in attesa, perché no, di eliminare le elezioni politiche.
Adottano politiche “etnomasochiste”
E siamo al punto. Abbiamo già accennato all’evidente e mostruoso etnomasochismo dei sistemi comunisti. Non possono non venire alla mente le parole di Solgenitsin: “Voi dovete capire: i capi bolscevichi che si sono impadroniti della Russia non erano russi. Odiavano i russi. Odiavano i cristiani”. A sottolineare come le nazioni etnomasochiste sembrino guidate da una sorta di elemento alieno estraneo e ostile alla nazione stessa.
L’etnomasochismo della società multirazziale (imposte) è più sottile, meno diretto, ma non meno pericoloso. Case popolari assegnate a extracomunitari appena sbarcati e non a italiani in attesa da anni, soldi spesi per il mantenimento degli immigrati, mentre un numero sempre più grande di italiani si ritrova in stato di povertà, leggi repressive contro cittadini che manifestano dissenso nei confronti degli immigrati e, come già detto, il riportare “in piccolo” i crimini commessi dagli extracomunitari.
La matrice è la stessa: lo Stato contro i suoi stessi cittadini a favore di “altri”. Non è un caso che proprio gli ex comunisti (PD) siano favorevoli a oltranza per l’immigrazione indiscriminata così come lo erano per il socialismo reale, ciecamente, senza alcuna analisi realistica del fenomeno e (nel caso dell’immigrazione) addirittura insensibili alla perdita di consensi che questo comporta (anche perché, in questo momento, il “Deep State” sembra più forte dei governi democraticamente eletti, sia in Europa che negli USA). Scrive Jean-Claude Michéa: “Il migrante, la figura redentrice centrale della nuova religione e ideologia della sinistra liberal, sostituisce  l’arcaico proletario, sempre  sospetto di non essere abbastanza indifferente alla sua comunità originaria”. Sono entrambe, extracomunitario e proletario (almeno, quest’ultimo, nella concezione tradizionale della sinistra) figure “dal basso” cui tutto il resto della società va sacrificato in un livellamento discendente in cui nessuno vince: il proletario-operaio-contadino, nella società comunista, era sfruttato con turni di lavoro massacranti come lo sono gli extracomunitari nell’Italia di oggi. Il cittadino, inteso come elemento nazionale “sano e produttivo” con diritti e doveri scompare in quanto tale annullato nel sociale (comunismo) e nel solidale (società multirazziale) e diventa schiavo, ma, nel caso del multirazziale, non lo schiavo dominato dal più forte contro cui cova rabbia e desiderio di rivolta, ma uno schiavo dominato dai deboli: extracomunitari o proletari (in realtà, dai poteri forti dietro di loro), contro cui non sa come ribellarsi visto che…il più forte è lui stesso: il cittadino dello Stato.
Ci sono però due problemi per lorsignori in Europa. Intanto, mentre il comunismo era “altrove”, la società multirazziale è “qui”, in casa nostra e chiunque, uscendo per strada, si rende conto di come la realtà del multirazziale non sia quella di film, telefilm e prediche di intellettuali o Papa, ma degrado e criminalità, così come l’arrivo delle “risorse” non corrisponda a un aumento del benessere, ma a un calo del tenore di vita, per cui se un Dario Fo poteva anche convincere qualche ingenuo sulla bontà del comunismo, sempre più difficoltà avrà a farlo un Roberto Saviano con la società multirazziale. Inoltre, sarebbe praticamente impossibile imporre con i carri armati per le strade e sparando contro i propri cittadini (!) le società multirazziali. L’esercito uccide i suoi connazionali in favore di etnie o razze esterne. No, non potrebbe mai essere. L’assurdità e il controsenso di una situazione folle sarebbe evidente anche ai più ottusi.
Pierpaolo Pelò

8 Commenti

  1. spero di non sporcare con il mio intervento uno dei pezzi più precisi e taglienti mai apparsi sul Primato Nazionale,ma è impossibile non ricordare a proposito di giornali,come venne descritta in data 3 Agosto 2018 la storia delinquenziale del padre della discobola Daisy Osakue, da una delle testate più giustizialiste e manettare in assoluto,Il Fatto Quotidiano:
    “una storia da MANUALE” (!)
    ora,almeno che per manuale non si intendesse il Codice Penale,credo davvero che non esista esempio più lampante su Media e propaganda immigrazionista.

  2. L’autorazzismo fa parte del DNA della sinistra, quindi l’articolo centra in pieno il nocciolo della questione. Non esiste ideologia più anti-nazionale di quella marxista comunista, ma quella odierna di tipo “liberal” lo é ancora di più, perché in economia sostiene il modello liberista, anch’esso anti-nazionale, e sostenitore della libera circolazione dei capitali, delle merci e delle persone, e dunque della globalizzazione.
    La società multirazziale é funzionale al liberismo, perché per questa che é una vera e propria ideologia piuttosto che una dottrina economica, non gli importa la nazionalità o l’etnia del consumatore, ma che consumi e basta, e inoltre, l’immigrato é considerato una “risorsa” perché con la sua immissione nel mercato del lavoro contribuisce a livellare verso il basso i diritti sociali. Parlare di integrazione in una società multirazziale è come raccontare barzellette, vista la nutrita presenza in Europa di arabo-islamici e di africani subsahariani, risultato di scellerate e criminose politiche migratorie adottate dai singoli stati nei decenni scorsi.

  3. Protocolli. Editi in Italia nel 1912. La “triade” negro-ebreo- comunista. Il burattinaio, la massa invasivo l’inquinante e degradante e il supporto ideologico per detta massa… COMUNEGRISMO!!!…..

  4. ci sono momenti in cui la confusione babelica che ci circonda non permette più di trovare il filo per la comprensione degli eventi
    Ecco, io ringrazio Pierpaolo (non lo conosco personalmente ma così mi sento più vicino a Lui) per aver acceso la luce, per poco tempo, la lunghezza di un articolo, e permettermi di ritrovare quel filo.
    La paura e lo sconforto nascono dalla non possibilità di dare un nome alle cose ed agli eventi.
    Adesso il nome lo hanno, e con maggiore ardore, le contrasteremo fino alla fine se non fosse possibile vincerle.
    Buona domenica.

  5. ci sono momenti in cui la confusione babelica che ci circonda non permette più di trovare il filo per la comprensione degli eventi
    Ecco, io ringrazio Pierpaolo (non lo conosco personalmente ma così mi sento più vicino a Lui) per aver acceso la luce, per poco tempo, la lunghezza di un articolo, e permettermi di ritrovare quel filo.
    La paura e lo sconforto nascono dalla non possibilità di dare un nome alle cose ed agli eventi.
    Adesso il nome lo hanno, e con maggiore ardore, le contrasteremo fino alla fine se non fosse possibile vincerle.
    Buona domenica.

  6. Notevole analisi che ha l’unico difetto di farci rendere conto che le cose stanno ancora peggio di come sembrano.

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