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cometaRoma, 5 lug – Sta per terminare la missione della sonda dell’Esa “Rosetta” che è in orbita intorno alla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. Dopo due anni in cui abbiamo assistito a colpi di scena e scoperte sensazionali, “Rosetta” è giunta ad una distanza dal Sole tale da non poter più avere sufficiente energia per sé e per i suoi strumenti. Pertanto l’Ente Spaziale Europeo, fautore della missione, ha deciso che il prossimo 30 settembre la sonda verrà fatta precipitare sulla cometa.



Alcuni ricercatori hanno suggerito di “ibernarla”, ma dopo 12 anni nello spazio il rischio che la sonda non si risvegli più è molto alto, pertanto l’Esa ha deciso di terminare il programma con un “incontro ravvicinato del terzo tipo” con la cometa. Ma durante la sua cavalcata finale “Rosetta” sarà ancora in grado di trasmettere dati molto importanti, e tra questi immagini ravvicinate di una cometa mai viste prima.  “Stiamo cercando di spremere le ultime gocce di informazioni prima che l’energia solare cessi di alimentare la sonda” ha riferito Matt Taylor, ricercatore dell’Esa “Il 30 settembre segnerà la fine delle operazioni ma sarà l’inizio della fase in cui gli scienziati concentreranno l’attenzione sui dati ricevuti: questo è l’obiettivo della missione Rosetta e ora abbiamo davanti anni per analizzarli”.

La sonda sarà programmata per il rendez-vous finale in agosto attraverso una serie di manovre che ne cambieranno lentamente la traiettoria: l’avvicinamento dovrà essere lento perché, come riferisce l’Esa, più vicino si avvicina alla cometa più risentirà delle variazioni gravitazionali di questa. Il percorso finale verrà stabilito 12 ore prima dell’impatto quando “Rosetta” sarà a circa 20 km di distanza dal corpo celeste. Si calcola che la velocità di caduta sarà di circa 1,8 km/h e non è chiaro se sarà sufficiente a farla sopravvivere allo scontro. “Sebbene ci adopereremo al meglio per far sopravvivere la sonda, sappiamo, dalla nostra esperienza biennale maturata durante la missione, che le cose spesso non vanno nel modo in cui sono state pianificate, pertanto dobbiamo essere preparati per ogni imprevisto” ha detto Patrick Martin, il manager di missione dell’Esa “Questa è l’ultima sfida per il nostro team e per la nostra sonda, e sarà la fine più giusta per l’incredibile successo di Rosetta”.

Siamo sicuri che la fine di Rosetta sarà solo il preambolo per l’inizio di ulteriori scoperte scientifiche che aiuteranno a chiarire i misteri del cosmo.

Paolo Mauri



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