Roma, 5 dic – Di fronte a certe notizie, la reazione istintiva è quella di citare l’androide Roy Batty di “Blade runner”: “Ne ho viste di cose che voi umani…”. Il personaggio protagonista della nuova assurdità femminista è Reba Marbury, una ventisettenne professoressa di scienze politiche che, nel tempo “libero”, è anche una dominatrice professionista. La “dominatrice” o per meglio dire “mistress” nelle pratiche BDSM, è colei che, generalmente vestita di latex e armata di frustino, ha il ruolo della padrona sull’uomo “schiavo”, che si eccita sessualmente ad essere, per l’appunto, sottomesso. A parere della signorina Marbury, tuttavia, tale pratica può essere necessaria anche in un percorso politico “di sinistra”.

Dato che a parere di questa “new wave” di femministe il maggior problema moderno è lo “squilibrio” tra il potere maschile ed il potere femminile, e il potere maschile, sempre secondo le loro tesi, è equivalente all’essere dei suprematisti bianchi, “Mistress Rebecca” (questo il suo nome d’arte) si impegna in maniera “militante” a “dominare” uomini esclusivamente di destra – a detta sua, tra le altre cose, le è impossibile provare piacere sessuale nel dominare uomini di sinistra – per far sì che la sensazione di umiliazione e di subordinazione spinga questi individui a riconsiderare le proprie posizioni politiche: in sostanza, la signorina Maybury trae il suo piacere dal forzare questi uomini a vedere la contraddizione tra il loro amore per le donne potenti e il loro sostegno a partiti politici, secondo la sua opinione, che lavorano attivamente per limitare i diritti e l’emancipazione delle donne.

Nel suo libro “‘Dining with Humpty-Dumpty” la professoressa fornisce descrizioni più dettagliate di come cerca, attraverso una maieutica davvero particolare, di tirare fuori “il bene” da questi uomini durante tali pratiche BDSM. “Nel libro, analizzo la dinamica di potere che esiste tra una dominatrice e il suo sottomesso” dice la Maybury. “Se il mio schiavo davvero vuole rendermi felice” aggiunge la mistress “cosa potrebbe rendermi più felice di trasformarlo in un socialista?”. Viste le condizioni della sinistra italiana, non ci sorprenderebbe se le idee della professoressa Maybury venissero messe in pratica anche dagli elettori del Pd.

Ilaria Paoletti

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