Roma, 25 nov – Una statua dedicata a Diego Maradona, nella città di Napoli, è cosa legittima. Troppa l’importanza sportiva e culturale che il pibe ha generato a livello mondiale e nella fattispecie nel capoluogo campano. Quello che è un po’ meno legittimo è offrire a un simbolo tanto rilevante un contesto urbano a tratti imbarazzante.



Statua di Maradona a Napoli, l’inaugurazione

A luglio, la statua di Maradona era pronta. E pareva dovesse essere inaugurata alla fine del mese, a corredo del vecchio San Paolo ribattezzato in onore del pibe. Oggi, alle ore 13:00, come riportato da Tuttomercatoweb, il battesimo definitivo. Presente anche l’ex-compagno di squadra Bruno Giordano, che ha ricordato Maradona come “una persona buona e generosa”.

La statua è bella, il suo giardino molto meno

La statua, al netto della motivata critica al piede destro usato in essa da Maradona per avanzare (è notorio che il pibe fosse mancino) è bella, diciamolo pure. Ed è lecito immaginarsela eretta a Napoli. Qualcuno ha avanzato accuse di volgarità che francamente trovo prive di consistenza (molto più volgare fu l’idea, allora espressa dal sindaco di Napoli Luigi De Magistris, di intitolare a Pino Daniele l’aeroporto della città). Maradona è un simbolo sportivo probabilmente inimitabile, ed è stato così strabordante nei suoi eccessi – sportivi e non – da coinvolgere in qualche maniera anche la cultura extrasportiva.

Non c’è dunque motivo per non erigere un monumento in suo onore, specialmente nella città dove, in pratica, ha compiuto i prodigi maggiori. Ma quel “giardino” (che definiamo così per essere gentili), proprio no. Quella aiuola raffazzonata e piena di incuria, quelle zolle sollevate, quelle mura piene di scritte sullo sfondo. Sembra un bel monumento eretto in una discarica.

Si dirà: è stata appena inaugurata, sistemeranno. Può darsi. Ma nulla avrebbe vietato loro di sistemare il giardino dove risiede il monumento al pibe ben da prima della posa, e non averlo fatto getta parecchio pessimismo sulle cure future. Perché anche l’inaugurazione stessa è una forma di rispetto. Speriamo – dal profondo del cuore – che un bel ricordo del calciatore forse più forte di ogni tempo godrà, nelle prossime settimane, anche di una cura dell’ambiente – ad oggi piuttosto triste – che gli sta intorno.

Stelio Fergola

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1 commento

  1. Sotto sotto con l’ aria che tira non gliene fotte più niente quasi a nessuno. Chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato… scurdàmmoce…

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