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Roma, 2 apr – Pericolo scampato: la stazione spaziale cinese Tiangong-1 si è polverizzata nell’Oceano Pacifico senza fare alcun danno. Alle 2.16 della scorsa notte, ora italiana, la navicella si è frantumata nell’impatto con l’atmosfera terrestre. I tanto temuti detriti che si pensava potessero colpire anche l’Italia dall’Emilia Romagna in giù, si sono polverizzati e sono finiti tutti nell’Oceano. Anche l’isola di Lampedusa, che fino a poche ore prima dell’impatto si riteneva potesse venire colpita, seppur con una probabilità bassissima, è fuori pericolo.
Si è conclusa quindi senza alcun danno l’avventura della prima stazione spaziale cinese, rimasta in orbita per 2.375 giorni e 21 ore, durante i quali i telescopi e i radar di almeno 12 agenzie spaziali e centri di ricerca di tutto il mondo hanno seguito le sue vicende. Era decollata nel settembre 2011 e nel marzo 2016 ha cominciato la sua inaspettata, lenta e progressiva discesa in modo incontrollato.
Secondo i piani originari Palazzo Celeste, questa la traduzione italiana del nome della stazione spaziale in questione, avrebbe dovuto rientrare sulla Terra nel Pacifico. E così è stato. Ma nei giorni scorsi si era diffusa la preoccupazione che l’impatto sarebbe potuto avvenire altrove, e interessare anche l’Italia.
Forze Armate, Protezione Civile, tutti erano in allerta per il rischio di essere colpiti dai resti di qualche detrito, proprio nel giorno di Pasqua. E così erano partiti gli avvisi, i comunicati, i vademecum su come proteggersi e precauzioni da adottare in caso di avvistamento dei resti. Tutto era pronto per prepararsi all’impatto, con un monitoraggio costante del tragitto che la stazione spaziale stava seguendo. Dai siti internet si era scoperto che ogni giorno nella sua caduta libera Palazzo Celeste, con i suoi 12 metri di lunghezza e le sua 8 tonnellate e mezzo di peso, passava sopra l’Italia per ben quattro volte ed era possibile persino vederla a occhio nudo.
Fortunatamente tutto si è rivelato essere un eccesso di zelo. Perché anche le stime dell’Agenzia Spaziale Europea affermavano che la probabilità di essere colpiti da un frammento della Tiangong-1 era 10 milioni di volte inferiore rispetto al rischio di venire compiti da un fulmine una volta l’anno.
Anna Pedri





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