Roma, 19 feb – I guai (frivoli ma non troppo) del politicamente corretto. Da tempi immemori, al mondo del pallone vengono associate figure femminili tendenzialmente prive di competenza calcistica. Si tratta di un mutuo accordo, reciproco interesse: la trasmissione “esibisce” la bella ragazza di turno e la bella ragazza di turno diventa ben presto popolare. Senza meriti calcistici, bensì estetici: dura lex sed semper lex. Nella migliore delle ipotesi, la valletta del momento si fidanza pure col calciatore: un cliché intramontabile. Quindi, perché adirarsi tanto per le parole di Fulvio Collovati?

Durante la trasmissione “Quelli che il calcio”, l’ex difensore ha avuto da ridire circa la telecronaca di due inviate poco avvezze alla materia calcistica: “Quando sento una donna, anche le mogli dei calciatori, parlare di tattica mi si rivolta lo stomaco. Non ce la faccio! Se tu parli della partita, di come è andata e cose così, bene. Ma non puoi parlare di tattica perché la donna non capisce come un uomo, non c’è niente da fare”. Parole forti in tempi di sensibilità estrema, ridicola quanto a politically correct e misoginia più presunta che effettiva. Il commento di Collovati è stato senza dubbio sebbene semplicistico e omologante, ma il polverone scatenato dai censori moderni è stucchevole, per quanto prevedibile.

L’Ad della Rai Fabrizio Salini, ha espresso totale disappunto riguardo le affermazioni dell’opinionista. Salini ha invitato a tenere sempre ben presente che “Rai è un servizio pubblico e che il contratto di servizio ricorda esplicitamente all’articolo 9 che la Rai si impegna a promuovere la formazione tra i propri dipendenti, operatori e collaboratori esterni affinché in tutte le trasmissioni siano utilizzati un linguaggio e delle immagini rispettosi, non discriminatori e non stereotipati nei confronti delle donne”. Per questo si sta valutando la sospensione di Collovati. Intanto, gogna mediatica per l’ex campione del mondo nel mondiale ’82: da Carolina Morace a Regina Baresi, “cinguettii” al vetriolo e conseguente dietrofront di Collovati.

LE SCUSE DI COLLOVATI

Mi scuso – si legge nel suo Tweet – se le frasi pronunciate in chiusura di trasmissione a Quelli che il Calcio pure in un clima goliardico, abbiano urtato la sensibilità delle donne. Me ne dispiaccio ma non era mia intenzione offendere nessuno, chi mi conosce sa quanto io rispetti l’universo femminile”. Ora, c’è da chiedersi se il mea culpa sia stato un salvataggio provvidenziale in zona Cesarini. Al triplice fischio, l’ardua sentenza.

Chiara Soldani

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