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Roma, 5 feb – «La curva demografica del 2015 ci lascia una bruttissima eredità. Le nascite, per la prima volta dopo il 1918 sono scese sotto la soglia psicologica del 500mila unità». Persino Il Sole 24 Ore si è accorto di una delle grandi problematiche che riguarda il nostro Paese, ma che raramente viene discussa o affrontata in maniera adeguata. Eppure la demografia costituisce uno degli aspetti fondamentali dell’analisi geopolitica e dovrebbe essere parte integrante del bagaglio culturale della classe dirigente di un paese che si rispetti. Inutile sottolineare che nelle democrazie occidentali tutto questo viene costantemente sottovalutato in nome delle logiche elettorali legate alla contingenza, e anche nel mondo culturale l’analisi rimane carente. Le elites europee, italiane in particolare, preferiscono parlare di diritti umani, omosessualità e altre tematiche secondarie.

La demografia consente di effettuare proiezioni relative alla natalità e all’invecchiamento della popolazione dal breve (20-30 anni) fino al lunghissimo termine. Si può quindi ipotizzare ragionevolmente il futuro stesso di un popolo e un paese. Per quanto riguarda la natalità della nostra nazione, se continuasse al ridicolo ritmo attuale il risultato sarà l’estinguersi vero e proprio degli italiani nell’arco di soli 120 anni. Ipotesi fatta ovviamente senza contare l’immigrazione, secondo l’analisi del professor Alfonso Giordano. Un dato spaventoso, che fotografa impietosamente la crisi in cui siamo immersi, e che coinvolge l’intera Europa. Solo la Francia si discosta dall’impoverimento generale. La paura verso la Germania e un modello immigratorio «assimilazionista» hanno da sempre portato i transalpini a favorire massicciamente politiche di attenzione alla famiglia e al «numero». Per il momento riuscite. D’altro canto «il numero è potenza» era una degli slogan del regime fascista, che prestò attenzione particolare alla natalità del popolo italiano. Oltre alle finalità propagandistiche c’era del vero, come sottolineò lo stesso Mussolini vergando la prefazione del libro di Riccardo Khorerr dall’emblematico titolo Regresso delle nascite, morte dei popoli. L’Opera Nazionale Maternità e Infanzia e gli assegni familiari sono due esempi di politiche concrete a favore delle madri e della popolazione.

Il boom demografico è arrivato ad essere una vera e propria arma nei conflitti e nelle lotte per il territorio, pensiamo alla Palestina o all’Irlanda. Lo stesso boom che ha portato alla paura europea nei confronti della prolifica Turchia, che a sua volta teme i curdi anche perché «fanno il doppio dei figli». Al contrario, il regresso delle nascite e una popolazione che invecchia sono tra i maggiori problemi di una potenza come la Russia. La Cina, invece, avendo frenato l’esplosione demografica con politiche quali quelle del «figlio unico» potrebbe trovarsi in futuro con una popolazione mediamente molto vecchia, e desiderosa di welfare e pensioni, cioè il problema stesso in cui è immersa la stanca Europa, dove i giovani scarseggiano e lo stato sociale mantiene una larghissima fascia di pensionati. Mentre l’America insospettabilmente tiene botta e investe sul futuro, in Italia è dagli anni settanta che la natalità non rispetta la cosiddetta «soglia di rimpiazzo». Il tutto aggiunto a eventi epocali quali la crisi finanziaria e la perdita di peso politico del nostro paese.

Considerati i brevi dati esposti in precedenza, possiamo concludere che la crisi non è solo economica. Individualismo, edonismo e la «violenza del pensiero borghese» hanno portato al fallimento di un sistema che non riesce neanche a garantire la sua stessa esistenza, e un futuro dignitoso per le giovani generazioni. La classe politica attuale (che rimane in parte specchio del paese) non sa più investire nella ricerca e dare una prospettiva. Ignora totalmente i concetti di strategia, innovazione e programmazione, oltre che di assistenza e di politiche familiari, come mai nella storia unita. Un massiccio ricorso all’immigrazione (per la gioia della Boldrini e sulla scia della «Grande Sostituzione» perseguita dal mondo intellettuale e finanziario) o una rivoluzione totale sul piano della politica e dei costumi. Queste sono le alternative alla fine del popolo italiano, che sembra avviarsi sorridendo alla propria fine.

Francesco Carlesi

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4 Commenti

  1. Questo è il regalo che ci hanno fatto i sedicenti movimenti di liberazione di emancipazione degli anni’ 70. Questo hanno vita gioco facile nel distruggere i riferimenti culturali, etnici, complici una classe politica vile e serva. Questo è il risultato delle elucabrazioni della scuola trozskyista di Francoforte (i cui insegnanti erano ebrei, e si capisce tutto) volta a distruggere l’uomo bianco, europeo elevando a un progresso emancipativo tutti i reietti umani in quale hanno potuto riversare il loro odio e loro infimo risentimento e abilmente orchestrando la colpevolizzazione del post-Shoah. Ora il risultato finale, un paese vecchio e senile da rimpiazziare con le plebi larvali dell’Africa facendolo diventare così un autentico verminaio. Spero che costoro che hanno permesso ciò affoghino nella merda da loro creata!

  2. Questo per me e’solo propaganda. Mai e’ dico poi mai mi pieghero’. A questi infausti discorsi , atti a demoralizare come colui che l’ha scritto o a cui gli e’ stato dettato !!!!!
    Nella mia zona ,quest ‘ anno nasceranno’ ,5 nuovi ITALIANI BIANCHI (non EBBREI NON NEGRI!!!!)su tre coppie 100 % ITALIANI . Che si spacca la schiena per andare avanti,ed affrontera’ con forza e’ coraggio la vita di tutti i giorni.
    Non vedo in loro una rassegnazione ma !! tanto coraggio , con tutte le aversita’ che oggi affrontano gli ITALIANI ,tassati e spudoratamente VESSATI, da questi bastardi che vogliono vederci cadaveri .
    Come colui che afferma questi fatti.
    Perche invece di far prendere coraggio e dare aiuto alle famiglie ITALIANI (bianche)Accetta milioni di dollari per demoralizarle .
    Dica la verita’!!!!!!!!!!! Che paghiamo le tasse per mantenere questi figli di PUTTANA negli alberghi . Pagandogli tutto e di piu’,lo dica agli Italiani che vivono sotto ai ponti o che si sono impiccati .
    Lo dica a tutti colloro a cui hanno tolto tutto come si fa’ ha mantenere una famiglia . Ditelo ditelo !!!! E’ facile parlare quando si ha la pancia piena e i conti in Svizzera.Poveri stronzi Italiani che vi fate infinocchiare da queste notizie , pagate con fior di QUATTRINI alla faccia vostra e dei vostri figli . L’ITALIA E DEGLI ITALIANI PURI . Ma quando vi ribellerete quando??? quando ????

  3. Ma chi dovrebbe ribellarsi? Cioè lei si guarda intorno immagino e le chiedo, vede italiani? Personalmente vedo zombi amorfo vano ricordo degli uomini e puttanazze multicolore spesso grasse ed acide, con la faccia h24 sui merdafonini ovunque. Si salvi chi può ancora per poco.

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