Roma, 24 giu – La Corte Suprema americana che estende il diritto alle armi, come pubblicato anche dall’Agi potrebbe tranquillamente essere una delle notizie più inquietanti dell’ultimo mese, non fosse altro che ci pensa già la società americana stessa, ad essere inquietante.

Corte Suprema e diritto alle armi

Dopo un mese in cui stragi e sparatorie negli Usa si sono susseguite con un ritmo assolutamente debiltante, da Buffalo, al Texas, alla West Virginia fino alla Florida, dopo che bambini hanno minacciato stragi e qualcuno ha pure commesso un omicidio, dopo una situazione che sembra quasi fuori controllo e uno “striminzito” sì del Senato statunitense alla cosiddetta “stretta sulle armi” (una versione molto più leggera della già leggerissima proposta dal presidente Joe Biden sull’innalzamento dell’età per l’acquisto, come si legge anche sul Sole24Ore), i massimi giudici del Paese pensano bene di allargare ancora di più il porto d’armi.

Una decisione che estende il diritto a portare le armi, pure lontano da casa e senza neanche di provarne la necessità. L’esito è di 6 voti favorevoli contro 3 negativi. E così i giudici hanno accolto il ricorso di due persone che avevano citato lo Stato di New York, ovvero quello che dopo il Texas aveva limitato l’età di acquisto di pistole e affini dai 21 anni in su, a meno di non dimostrarne la “necessità”.

Tutti con la pistola?

La Corte Suprema così rafforza il valore del secondo emendamento, ovvero ciò che conferisce agli americani il diritto di portare le armi, quale un principio quasi sacro, valevole per tutti. Il pronunciamento ha generato varie reazioni. Biden si dice “profondamente deluso” e richiama i cittadini a far “sentire la loro voce”, mentre il sindaco di New York, Eric Adams, parla così: “Mettiamola giù semplice, questa decisione della Corte suprema metterà i newyorkesi ancora più a rischio di finire vittime della violenza delle armi”. Le organizzazioni come la Nra, ovviamente, festeggiano. La decisione della Corte è una “vittoria monumentale” che aiuta gli “uomini buoni e le donne buone d’America”.

Stelio Fergola

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