Roma, 24 giu – Ormai sembra tutto già apparecchiato: Mario Draghi deve rimanere a Palazzo Chigi. Con le buone o, molto più probabilmente, con le cattive. Tra i primi a dirlo, e con grande eloquenza, era stato Paolo Mieli che, sul Corriere della Sera, aveva addirittura proposto di rendere vitalizia la presidenza del «liquidatore». Ma se a qualcuno poteva sembrare un’idea strampalata, così non è stata recepita dai soliti mangiafuoco. Ieri, ad esempio, la proposta è stata rilanciata in grande in stile dal banchiere Franco Bernabé, e di fatto confermata da Lucio Caracciolo.

Solidarietà tra banchieri

Durante la puntata di ieri di Otto e mezzo, in effetti, Bernabé ha gettato l’amo: «Nessuno ha voglia di fare il premier, ma serve una figura in grado di gestire problemi di enorme complessità», ha detto il banchiere con riferimento neanche troppo velato a Draghi. Tra le grane che un presidente del Consiglio dovrebbe risolvere, peraltro, ci sarebbe quella dei razionamenti: «Per prepararsi all’emergenza energetica, l’Italia deve preparare tempestivamente un piano di razionamento e il governo deve spiegarlo. Se continua così e con quello che sta facendo la Russia sul gas, sicuramente in autunno avremo un problema serio».

Caracciolo tifa Draghi?

Non molto diversa è la posizione di Lucio Caracciolo. Lilli Gruber lo coinvolge sulla recente sparata di Silvio Berlusconi: «Torno in campo, in otto mesi Forza Italia avrà il 20% alle elezioni», è stato il rombo di tuono dell’ex premier. «Evviva!», è l’ironico commento di Caracciolo. Che poi rilancia l’idea di Bernabé: «A Palazzo Chigi ci vuole una figura che abbia un fortissimo senso dell’etica della responsabilità, e non credo ci sia oggi qualcuno entusiasta di fare il capo del governo italiano». Inoltre, prosegue il direttore di Limes, «è certo che al momento non si vedono le condizioni di una vera coalizione politica, quindi probabilmente qualcuno vincerà le elezioni e non andrà al governo». A posto.

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Vittoria Fiore

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