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Tarantino in Israele: “Il colonello delle SS Landa è il mio miglior personaggio”

by Davide Trovato
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tumblr_ma43vmA96f1qzytg1Roma, 16 lug – Tarantino è andato in Israele. Immagino già i sorrisetti sornioni comparire sul vostro viso o – più probabilmente – gli sguardi preoccupati dei più. Ci tengo quindi a precisarlo subito, onde evitare fraintendimenti: il pluripremiato regista non è diventato Ministro degli Esteri del belpaese, né per il momento intende candidarsi ad esserlo, almeno che io sappia. Il filmmaker è andato invece a Gerusalemme, ospite del Jerusalem Film Festival, a presenziare una straordinaria proiezione del capolavoro Pulp Fiction, sottoponendosi personalmente ad una succulenta sessione di Domande e Risposte col pubblico.

Fin qui nulla di strano, penserete voi. Anzi, chi lo conosce bene sa quanto geograficamente ampia sia la conoscenza cinematografica del regista statunitense, cui tra l’altro, e per sua stessa ammissione, ha più volte attinto: si pensi ad esempio al balletto cult proprio in Pulp Fiction, copiato (o omaggio, a seconda della squadra per cui tifate) dalla medesima scena danzata in 8 e mezzo di Fellini. Oppure, per rimanere nel campo del Festival, l’endorsement per il gioiellino israeliano Big Bad Wolves, dallo stesso definito come il miglior film del 2013.

Cosa avrà quindi spinto questa volta il nostro eroe agli onori della cronaca?

Alla domanda su chi sia il personaggio più riuscito della sua carriera, il cineasta non ha voluto pensarci su due volte: il bastardo glorioso, nemico dei bastardi senza gloria, Hans Landa. Non eravamo presenti, ma possiamo immaginare il gelo in sala: ma come? Il colonnello delle SS, Hans Landa? Il cacciatore di ebrei (soprannominato così per la sua abilità nello scovare ebrei nascosti)? Ebbene si: “Hans Landa is the best character I’ve ever written and maybe the best I ever will write” (Hans Landa è il miglior personaggio abbia mai scritto e scriverò mai, ndr). Ed ha aggiunto: “Ero quasi sul punto di staccare la spina (…) quando arrivò Christoph Waltz, e capii che lui era il mio uomo”.

A guardar bene, in effetti, il personaggio per il quale Tarantino è riuscito a meritare l’unico Oscar vinto da Inglourious Basterds è senza dubbio il più completo della sua intera opera: Landa è terribile e affascinante. Spiritoso e simpatico quanto spiazzante per un pubblico abituato a visioni stereotipate del “male”. Erudito. “Un autentico genio nell’uso del linguaggio”. Praticamente, uno Sherlock Holmes con la croce uncinata.

Non ci siamo proprio, Mr. Quentin: dire ciò che pensa ed esaltare un nazista in Israele? Non è certo questo il modo di far carriera politica, qui in Italia. Le suggerirei di tornare a dedicarsi al Cinema, e magari regalarci uno spin-off proprio su Landa. Ma soprattutto, le rammento, la prossima volta che viene in visita, tenga a mente la lezione del suo amato colonnello: “i fatti possono essere fuorvianti, le chiacchiere vere o false possono essere rivelatrici”.

Davide Trovato

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