Trento, 9 gen – L’assessore alle politiche sociali della provincia di Trento, Stefania Segnana, ha deciso di sospendere i corsi sull’ “educazione alla relazione di genere”. C’è volontà di fare chiarezza sui contenuti di queste lezioni, inizialmente descritte come contro il bullismo nelle scuole. Il progetto equivaleva in realtà ad 83 “percorsi di educazione gender” (equivalenti a 858 ore di attività didattica) ed era stato finanziato con ben 91 mila euro dalla precedente giunta di centrosinistra.

La definitiva pietra dello scandalo è stata la distribuzione alle classi quarte di una scuola elementare del libro “Extraterrestre alla pari” di Bianca Pitzorno. Il libro parla di Mo, un bambino del pianeta Deneb. Nel suo mondo non si scopre il proprio sesso prima dei vent’anni. Il bimbo arriva sul pianeta Terra e subisce la discriminazione e i pregiudizi degli esseri umani. Ma la decisione dell’amministrazione trentina ha ovviamente scatenato le opposizioni e le loro accuse di “oscurantismo”. I consiglieri Santini, Negroni e Maschio del Movimento 5 stelle descrivono quello dell’assessore un “pensiero paranoico inquisitorio pseudo-riformista“.

Il movimento Futura 2018 ha invece usato termini cari al vecchio femminismo, accusando la giunta della regione autonoma di riproporre “un modello di società patriarcale, con al centro l’uomo bianco e eterosessuale, fondamentalista dal punto di vista religioso. E che è spaventato e quindi odia qualsiasi ‘diverso’. Di questo passo una comunità sprofonda nella barbarie”. Per questa volta, invece, sembra che l’opera di distruzione delle coscienze infantili attraverso la loro forzata sessualizzazione abbia subito una piccola, ma importante, battuta d’arresto.

Ilaria Paoletti

 

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