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Roma, 16 mag – La Corte di giustizia dell’Unione europea ribadisce un concetto decisamente opinabile riguardante l’allontanamento di uno straniero dal territorio di uno Stato membro per la minaccia all’ordine pubblico o alla pubblica sicurezza che egli rappresenta. Un ivoriano, un congolese e un ceceno (non è l’inizio della classica barzelletta) hanno fatto ricorso perché gli erano stati revocati gli status di rifugiati per la commissioni, in Belgio e in Repubblica Ceca, di reati gravi e quindi per la minaccia che ne deriva. Lo status di rifugiato, concesso a chi fugge dal proprio paese per discriminazioni di vario genere, è a quanto pare intoccabile e sembra che venga fatto passare questo concetto: la sicurezza personale degli tre stranieri è preminente rispetto a quello dei belgi e dei cechi.

Casi emblematici

Un giurisprudenza abbondante della Corte si è interessata della questione della convivenza della tutela dell’ordine pubblico e della pubblica sicurezza e della tutela dei diritti e delle libertà fondamentali dell’individuo. Sebbene un punto di perfetto equilibrio sia difficile se non impossibile da trovare, le decisioni della Corte sono sempre state in favore degli stranieri, accordando a questi ultimi il diritto a non essere espulsi per nessun motivo. La Corte di Giustizia, nel caso Calfa del gennaio 1999, sentenziò che la decisione del tribunale greco di espellere a vita Donatella Calfa per l’infrazione della legge sugli stupefacenti, ai sensi della legge 1729/1987 che prevedeva tale tipologia di espulsione in casi di droga, contrastava gli articoli 48, 52 e 59 della Trattato sulla Comunità europea, i quali ostano a una normativa che ordina l’espulsione a vita.

Il caso Bonsignore del febbraio 1975, è ancora più clamoroso perché fu un Tribunale d’appello tedesco a decidere che l’espulsione di Angelo Bonsignore per violazione della legge sulle armi e omicidio colposo contrastava il divieto di espulsioni generiche e dissuasive, dovendo basarsi sul solo comportamento personale dell’interessato. Questo caso riguarda drammaticamente anche l’Italia e la condizione di pericolo derivante dal numero esorbitante di violenze sessuali perpetrate dagli stranieri, a contrasto delle quali si ha sostanzialmente le mani legate come nel caso di cui sopra.

La Corte europea dei diritti dell’uomo

Nel giugno 2007 la Commissione presentò alla Corte di Giustizia un ricorso contro i Paesi Bassi per le denunce recapitatele da molti cittadini europei per i provvedimenti adottati dalle autorità olandesi con cui essi venivano dichiarati indesiderati per motivi di ordine pubblico. La contestazione della Commissione si basava sul collegamento diretto fatto dalle autorità olandesi tra una condanna penale e un provvedimento di allontanamento. Ciò è vietato dal diritto dell’Unione, ed è plausibile che anche nel caso odierno la problematica riguardi questa prescrizione. Addirittura l’organo giudiziario europeo più importante in fatto di tutela dei diritti dell’uomo, ossia la Corte europea dei diritti dell’uomo, si è sempre mostrata indulgente verso tutti coloro che, una volta approdati in Europa, hanno ingannato il tempo commettendo reati per poi lamentarsi delle conseguenze che gli sarebbero spettate. La questione dell’allontanamento va di pari passo con quella della detenzione degli stranieri giunti clandestinamente in un Paese dell’Ue, poiché è intuibile che lasciandoli a piede libero per tutto il territorio nazionale e non avendo essi un’identità certa, risulterebbe poi praticamente impossibile rintracciarli per procedere al loro allontanamento.

L’Italia, il primo settembre 2015, venne condannata dalla Cedu per il ricorso di tre tunisini che, nel settembre 2011, dopo essere giunti clandestinamente a Lampedusa, vennero trattenuti per alcuni giorni nel Centro di soccorso e prima accoglienza. La Corte sentenziò che quel trattamento, cui erano sottoposti tutti gli immigrati in arrivo, cozzava con alcuni articoli della Carta europea dei Diritti dell’Uomo quale l’articolo e l’articolo 5. Si trattava di detenzione illegale, e questa sentenza incrinò tutto il sistema d’accoglienza. Numerose Ong, già allora, inveivano contro il governo per la questione sopracitata e la Corte accolse la loro protesta. Il governo britannico è stato il primo, e forse l’unico, a tentare di introdurre una deroga al principio di salvaguardia dei diritti dell’individuo “costi quel che costi”. Chiedevano che venisse accordata la preminenza all’interesse del popolo inglese e non a un pericoloso straniero.

Decreto Salvini inefficace?

Di questo passo il famigerato decreto Salvini diverrà inefficace. È prevista infatti la possibilità di revocare la cittadinanza a chi si è macchiato di reati di terrorismo e di negarla anche a chi si sia sposato con un cittadino italiano. Ma una riflessione seria e coraggiosa dovrebbe partire dalla constatazione che evidentemente la concessione della cittadinanza dovrebbe divenire evento raro se si presenta poi la necessità di revocarla. Chi pretende il contrario, e al contempo tifa affinché gli organi comunitari scolpiscano il diritto per gli stranieri di non incorrere in alcuna conseguenza, fa parte di quella melassa antagonista che ha come Pater noster la retorica anti italiana secondo cui questa nazione è una mera penisola passibile di invasione, dove ognuno può piantare la propria bandiera. E un’Europa che nega le proprie radici non può che muoversi in questo senso.

Lorenzo Zuppini

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5 Commenti

  1. È possibile che tanti italioti che, se nella loro famiglia venisse privilegiato un perfetto estraneo a loro nocumento e danno, sia economico, che di trattamento o ereditario che sia, si incavolerebbero, e giustamente, come belve, ricorrendo alle vie legali, o anche di fatto, trovano perfettamente logico e naturale che una cosa perfettamente uguale venga fatta contro di loro a livello nazionale! Continentale addirittura! Parafrasando la pubblicità del brodo star: “Lo facciamo come lo faresti tu! Ma più in grande!” Che cosa succede ai Popoli Europei? Possibile che non vogliano cacciare a calci nei denti coloro che ci vogliono al di sotto dei negranti?

  2. Alla UE direi vabbene,comprate gli un’appartamento a casa vostra, dategli il mantenimento vita natural.durante sempre.con il vostro portafoglio poi xi potete anche andare a letto. Ma tu guarda se a casa mia devono comandare gli altri e io pago! Ma andatevene a fare in kulo

  3. qualcosa del gebere era successo con la legge Bossi-Fini: piena di belle intenzioni, è stata svuotata pezzo per pezzo da sentenze di cassazione e corte costituzionale. Formalmente in vigore ma nei fatti una scatola vuota

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