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Roma, 30 gen – Un consigliere Pd e dipendente di un Centro di assistenza fiscale della Cgil dispensava consigli su come ottenere il reddito di cittadinanza senza averne diritto, truffando lo Stato. Il vicepremier e ministro del Lavoro Luigi Di Maio l’ha scoperto e ha mandato la Guardia di finanza a controllare.

Il tutto è successo a Monreale, in provincia di Palermo, dove il consigliere comunale Sandro Russo, capogruppo del Pd, è stato smascherato grazie a un video, mandato in onda dalla trasmissione Non è l’arena su La7.

Nel filmato si vede il dipendente del Caf che istruisce il suo interlocutore su come ottenere il reddito di cittadinanza senza averne i requisiti. Basta mantenere due residenze diverse per l’interlocutore e la compagna e continuare a lavorare in nero rifiutando le offerte di lavoro proposte nell’ambito della misura-bandiera del M5S.
Due trucchetti di cui vi avevamo già parlato.

Sono stato raggirato dal giornalista di La7 – prova a difendersi Russo -, che si è presentato come dirigente della Cgil. Mi ha chiesto se ci fossero casi di persone che cercano di raggirare la legge e se vi fossero realmente delle falle nella nuova norma. Gli ho quindi spiegato come fosse possibile eluderla”.

Chi fa il furbo paga“, taglia corto Di Maio. “Pensava di farla franca… povero illuso“, scrive il capo politico del M5S nel post in cui aggiunge di aver “ricevuto segnalazioni da altri Caf”.

La posizione di Landini, segretario Cgil

“Il sindacato non ha assolutamente nulla da nascondere e se una persona ha fatto degli errori dovrà rispondere di quelli“, è il commento del neo-segretario della Cgil Maurizio Landini.

“D’altra parte – aggiunge il compagno Landini – è importante non fare di tutta l’erba un fascio, perché i Caf e i patronati svolgono un ruolo importante di tutela delle persone, e in molti casi facendo i conti con una burocrazia statale che non sempre permette a tutti di avere gli stessi diritti e tutele”.

I 5 Stelle, dal canto loro, approfittano della vicenda per attaccare il Pd: “Non si smentiscono mai. Vergognoso che ricorrano a questi mezzucci per gettare discredito su una misura che darà un aiuto fondamentale a milioni di persone”.

Adolfo Spezzaferro

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