Washington, 18 ago – Donald Trump si schiera contro la furia iconoclasta dei sindaci e dei militanti “antirazzisti”, che in questi giorni stanno procedendo alla rimozione forzata di statue sudiste. “E’ triste vedere come la storia e la cultura della nostra nazione venga distrutta dalla rimozione di bellissime statue e monumenti”, ha spiegato il presidente Usa in un tweet. Dai fatti di Charlottesville del 13 agosto scorso, con i duri sconti tra gli “antirazzisti” che chiedevano la rimozione di una statua del Generale Lee e i “suprematisti” che si opponevano, non sembra fermarsi la scia di odio e violenza.

Trump però, dopo una serie di dichiarazioni ondivaghe, sembra ora deciso a difendere, almeno a parole, la storia degli Stati Uniti: “La storia non può essere cambiata. Robert E. Lee, Stonewall Jackson, chi sarà il prossimo? Che follia! Ci mancherà anche la bellezza sottratta alle nostre città ai parchi e niente di equiparabile potrà mai rimpiazzarla”, ha spiegato il presidente in un altro tweet. L’obiettivo di Donald sembra anche quello di spronare buona parte dei repubblicani, fino ad ora piuttosto cauti nella difesa della memoria dei simboli confederati sotto attacco.

Dalla Silicon Valley invece arriva il consueto assist alla sinistra. Il Ceo di Apple, Tim Cook, in una mail inviata ai suoi dipendenti ha preso le distanze da Trump e ha annunciato l’impegno a donare un milione di dollari al Southern Poverty Law Center e all’Anti-Defamation League, due associazioni “antirazziste” che si stanno battendo per la rimozione dei simboli sudisti. “Non sono d’accordo con il presidente e con gli altri che credono esista un’equivalenza morale tra suprematisti bianchi e nazisti, e coloro vi si oppongono sostenendo i diritti umani”, ha scritto Cook, spiegando che quanto accaduto a Charlottesville “non ha posto nel nostro Paese, l’odio è un cancro e se lasciato agire indisturbato distrugge tutto ciò che incontra sul suo cammino”.

Davide Romano

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