Roma, 24 giu – L’uomo ucraino col missile russo in casa. È il titolo di un racconto fantastico? In realtà sì, ma il problema è che viene spacciato come cronaca di guerra ordinaria. Adesso è la volta di un nuovo video, diverso dal precedente riguardante il presunto “ritrovamento” e apparso nelle prime settimane del conflitto tra Mosca e Kiev. Quanto a noi, già avevamo ampiamente spiegato perché la questione non fosse credibile. In ogni caso, la stampa mainstream non si arrende e, tra articoli che continuano a ignorare le incongruenze palesi e altri che invece quasi timidamente riconoscono l’assurdità (per poi smorzare e pubblicare lo stesso), su questa vicenda dà il meglio di sé.

Ancora l’uomo col missile in casa. Come cercare di dare seguito a una storia imbarazzante

“L’ordigno è piovuto dal tetto, penetrando attraverso due piani prima di conficcarsi nel pavimento. Per sua fortuna, gli artiglieri di Mosca nella frenesia della battaglia hanno scagliato un razzo da esercitazione, privo di testata esplosiva“. Con la mancanza della testata esplosiva pare tutto normale. L’uomo può vivere in casa con il missile “educato” quello che bussa alla porta, non fa calcinacci, passa da un buco più piccolo di lui per poi magicamente rimpicciolirlo (questo si notava nel filmato d’esordio di questa storia francamente ridicola) e non contento “finisce direttamente nel bidone dell’umido”, come ironizzava giustamente un utente su Twitter. Tutto logico e tutto normale. E la stampa mainstream non solo non lascia perdere una questione presa in giro su tutti i social. Ma addirittura la rilancia. E manco per scherzarci sopra. Corriere e Repubblica, qui di seguito, sono protagonisti di un singolar tenzone dell’informazione senza pari.

Corriere e Repubblica: la sfida

Il Corriere fa direttamente finta che la notizia sia vera. È possibile avere un missile in casa, anche se già al tempo del primo video, non si capisce da dove fosse passato, visto che era impossibile lo avesse fatto dal minuscolo – in proporzione – buco sovrastante. È ancora normale che un missile sia così preciso ed “educato” da finire addirittura nell’bidone dell’umido, magari dopo aver bussato alla porta, senza produrre calcinacci o niente (non presenti nemmeno nello “spettacolare” video d’esordio). Ed ovviamente è sempre normale e per niente bizzarro avere un bagno nella cucina (ma vabbè, queste son cose ucraine, diciamo che registriamo la bizzarria ed era solo per divertirci un po’ di più, quindi escludetela serenamente).

Repubblica invece, prima descrive la questione come un fatto di cronaca, poi in coda lascia un minimo dubbio, e poi chiude con una supercazzola. Esprime  una sottospecie di perplessità sulla veridicità ma poi afferma che rappresenta un simbolo di verità. Si legge, testualmente: “C’è chi la ritiene una messinscena, chi invece è convinto che sia tutto vero. In ogni caso, è un simbolo della realtà vissuta da centinaia di migliaia di persone in Ucraina”. Insomma, può essere che sia una bufala, ma in fondo non è una bufala. Anzi, un missile che passa in un buchetto (anzi, che in teoria lo avrebbe generato) tutto sommato è simbolo di verità quotidiana. Come a dire, ad ossimori e a fenomeni paranormali “stavamo scarsi”, per usare l’italianizzazione di un’ espressione tipicamente dialettale.

Chi vince? Che dire, è una bella sfida. In ogni caso tra i due quotidiani – che ricordiamolo, sono i più importanti del panorama giornalistico italiano – possiamo affermarlo con certezza: siamo decisamente in buone mani.

Stelio Fergola

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