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Roma, 19 nov – Peggio di un ragazzino anti-casta c’è solo suo padre che gli fa i complimenti tramite post su Facebook. Ora, non che me ne voglia approfittare, ma visto che questi due  elementi mandano a fanculo e danno della puttana a giorni alterni a chiunque, credo sia il caso di serbare i peli sulla lingua per qualcun altro.
Avvio dicendo che mi sono moderatamente rotto i coglioni di dover garantire rispetto verso chi non ne ha per nessuno. La coppia Di Battista padre e Di Battista figlio aprono la fila del gruppo di frignoni che piangono lacrime di coccodrillo per ogni mezza critica, con la memoria troppo corta per ricordare le proprie origini. Mi sono già imbattuto in quel prurito derivante dall’ascolto dei messaggi video di Dibba junior in cui il signorino, suppongo ben imbottito di vaccini, cianciava idiozie sulla scoperta del senso della vita vagabondando nel terzo mondo. Mi sono già imbattuto nelle brutte copie di reportage che lui fabbrica ogni tanto per il Fatto Quotidiano e in quel tremendo fastidio derivante dalle sue banalità elevate a pensiero, a scoperta, a critica, a conoscenza di qualcosa. Ho già scritto di Alessandro Di Battista a proposito del superficiale terzomondismo che egli sparge a manciate come se fosse il sale utile a non far ghiacciare la neve per strada, vitale per la nostra sopravvivenza.
Ne ho già scritto, e sapete cosa? Ho una gran voglia di scriverne ancora tentando di rimpicciolire la sua figura e la sua ombra perché ho la netta sensazione che di nani come Dibba junior non ve ne sia bisogno. Ossia che ad oggi ci sia bisogno di tante cose tranne che di un tipo come lui. Di lui e della sua costante indignazione, del suo sorriso beffardo, delle facilonerie, della bava alla bocca quando parla di casta, dell’incapacità di capire che anche loro ne fanno ormai parte, dell’esser tuttologo, di non capire che è un nientologo, delle lezioncine impartite da quei cessi di posti, delle puttanate dette sui giornalisti puttane, sui giri del mondo, sulle lodi al terzo mondo, sul non capire niente, sul non capire che quello del parlamentare non è un mestiere ma una missione senza scadenza, sul non capire che quel suo Movimento ha già fallito almeno a 370 gradi, sul non capire che è circondato da degli inetti travestiti da ministri, sul non capire che è da sfigati avere il babbo che fa il barricadero sui social, che è oscena quell’immagine in cui sorride fronte contro fronte col bambino africano deperito, perché è a sua volta osceno il pietismo che quell’immagine tenta di suscitare. In modo inefficace, oltretutto.
Ma io sono un bastardo, uno che solitamente viene definito fascio o fascio da tastiera. Epiteto, questo, degno della peggior classe intellettuale che l’antifascismo postumo abbia mai sputato fuori, ossia quella dei fascistometri e del pietismo di cui sopra. Dibba junior rientra in tal perimetro con entrambi i piedi consumati dagli Erasmus. Voglio dirlo a pieni polmoni: è bello essere fascisti in un paese con Di Battista capopopolo e Fico presidente della camera. È bello essere fascisti in un paese in cui c’è sia Di Battista che il padre di Di Battista, Di Battista senior, che a detta del figlio è un fascista liberale. Pisciamoci tutti quanti addosso dalle risate, grazie. Uno che, intervistato, ruggì che in sei mesi, col potere assoluto, rimetterebbe in sesto l’Italia, perché si definisce un fascista vero e non come Salvini.
Ecco, la famigliola è al gran completo: fucili ad aria compressa caricati a cazzate e qualunquismo del peggior lignaggio. Da una parte abbiamo il padre risoluto, che usa molte parolacce, che non ha mezzi termini e che, da fascistone che rimpiange i treni in orario, saprebbe imporre l’ordine. Dall’altra, il figlio un po’ ribelle, un po’ cazzone, emancipato dalle idee paterne e che va nella direzione opposta: mentre il primo esalta in modo grezzo e dozzinale l’italietta, il secondo esalta con la bava alla bocca quanto di più lontano ci sia da quel fazzoletto di terra una volta chiamato Patria. Nobiltà intellettuale, questa, sconosciuta nell’universo gruppettaro della famigghia dei Dibba.
E il dramma non è esser definito “fascista liberale” dal figlio, chissà, magari metterà giudizio: il dramma è andar fieri del minestrone che Dibba junior cucina e che, dall’alto della sua esperienza filantropica e/o culturale, ci versa bollente sul capo ogni maledetto giorno che Cristo mette in terra. E il saperci nuotare, il sapersene nutrire, sguazzandoci e mettendo in mostra le doti da nuotatore provetto che si esibisce di fronte al popolino rincoglionito. Il menù del giorno presentato da Dibba junior è stato condito dal senior con il “prendetevelo nel culo tutti” all’indomani dell’assoluzione della sindaca Raggi. Evidentemente si riferiva anche a noi altri. Beh, in ossequio a quanto detto all’inizio, nel culo può tranquillamente perderselo lui, e non proseguo oltre perché nutro un qual
certo rispetto reverenziale verso chi ha il volto segnato dalle rughe.
Il dramma che si aggiunge al dramma precedente è che quei solchi sul viso non gli consentono uno slancio vitale maggiore, un salto verso l’alto più importante, stando fermo nel basso della mediocrità di chi mena fendenti ad occhi chiusi sentendo labbrate arrivate da ogni dove. Sono le manate di chi non accetta l’incompetenza come dogma imprescindibile per potersi occupare delle cose che contano, per potersi esprimere sugli argomenti caldi. Sono le manate di chi all’onestà grottesca sbandierata da Davigo, e inseguita dagli scodinzolanti 5 stelle, preferiscono la capacità di talvolta può addirittura non avere la coscienza pienamente pulita. Il moralismo elevato a metro di giudizio, debbono sapere i Di Battista, non fa per noi. Non fa per questo paese. Dove ci sono campane che suonano, ci sono puttane che battono.
Lorenzo Zuppini

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6 Commenti

  1. Fascismo liberale?? Cioè in mano ai banchieri stranieri?? Il dibba è un privilegiato che fà finta di essere uno del popolo ma che oramai porta avanti temi che sono solo armi di distrazione e distruzione

  2. Verrebbe da dire, benvenuti al “Circo Barnum 5 Stelle” . Garantito trash apocalittico, guitti fenomenali in cui si può ridere o piangere (più piangere), mirabolanti supercazzate, stupefacenti illusioni (talvolta nel vero senso psichiatrico-tossico), con la partecipazione straordinaria di majorette e drag queen direttamente della tv (Ogni riferimento a Rocco Casalino è puramente casuale… sì certo..)
    Salvini mi dovrebbe spiegare un motivo valido per essersi messo culo e camicia (anzi felpa) insieme a questa banda di cialtroni.

  3. Venghino siori! Benvenuti al “Circo Barnum 5 Stelle”. Garantito trash apocalittico, pagliacci demenziali in cui si può ridere o piangere (più piangere), gare a chi le spara più grosse, piroette, giravolte e manine assortite. Spettacolari illusioni (nel vero senso psichiatrico-tossico). Con la partecipazione straordinaria di majorette e drag queen direttamente dalla tv (Ogni riferimento a Rocco Casalino è puramente casuale… sì certo..).
    Salvini mi dovrebbe spiegare un motivo concreto perchè si è messo culo e camicia (anzi, felpa) assieme alla questa banda di cialtroni.

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