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Roma, 19 nov – La settimana decisiva per lo scontro tra governo gialloverde e Unione europea sulla manovra si è aperta con la “solita” Austria che è tornata ad attaccare l’Italia e a invocare le sanzioni da parte della Commissione Ue.
Oggi il ministro dell’Economia Giovanni Tria è a Bruxelles per una riunone straordinaria dell’Eurogruppo. Anche se la legge di Bilancio italiana non è in agenda è probabile che il titolare del Tesoro provi a fare un ultimo tentativo diplomatico per evitare la rottura definitiva.
Intant il ministro delle Finanze austriaco Hartwig Loger accusa: “Non vedo cambiamenti da parte italiana. Aspettiamo questa settimana ancora una risposta chiara della Commissione. Io penso che ci saranno ancora tensioni con l’Italia“.
Loger, che è anche presidente di turno del Consiglio Ue, arrivando alla riunione dell’Eurogruppo, a proposito della possibilità di parlare della manovra con il titolare del Mef ha risposto: “Non so se incontrerò personalmente il ministro Tria”.
Mercoledì sarà un giorno cruciale per le sorti della legge di Bilancio del governo gialloverde: la Commissione Ue esprimerà un nuovo parere sul Documento programmatico di bilancio aggiornato inviato dall’Italia. I tecnici dell’esecutivo Ue stanno analizzando anche le risposte alla lettera che chiedeva spiegazioni sui “fattori rilevanti” che giustificano l’andamento del debito (per il 2019, infatti, il governo Conte alza il deficit al 2,4%).
La decisione sull’apertura della procedura per deficit eccessivo potrebbe arrivare già con il giudizio sulla lettera di spiegazioni, anche se la data non è ancora stata ufficializzata.
In ogni caso, il governo Lega-M5S tira dritto. Il verdetto Ue “non mi preoccupa”, commenta il vicepremier Luigi Di Maio, intervenendo a Pomigliano d’Arco sulla possibilità che già mercoledì possa arrivare una procedura d’infrazione per l’Italia. “In Europa sanno tutti che il nostro obiettivo è portare a casa questa legge di Bilancio – conferma il capo politico dei 5 Stelle – con il reddito di cittadinanza, la pensione di cittadinanza e quota 100”.
Adolfo Spezzaferro





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