Roma, 10 ott — Secondo i progressisti «la teoria gender non esiste», è una tesi complottista di matrice destrorsa e conservatrice che non ha riscontri nella realtà, così come non ha riscontri nella realtà che l’obbiettivo principale di questa teoria sia colpire e riprogrammare il cervello dei bambini: salvo poi infilare il gender anche nelle réclame dello shampoo per i bimbi suddetti. Lo ha fatto la marca di prodotti per la cura del corpo Aveeno, non nuova ad assist al mondo Lgbt: già precedentemente aveva inserito le immagini di una famiglia omogenitoriale (con due padri) nello spot di una lozione per per neonati.

Persino lo shampoo diventa gender

Questa volta Aveeno ci mostra — completamente fuor di contesto e per questo motivo ancora più clamoroso — un bambino (maschio), che dopo aver fatto bagnetto e shampoo in compagnia di un simpatico procione-cartone animato, esulta tutto pimpante di fronte alla telecamera indossando una gonna di tulle dai colori arcobaleno. Ma non vi è nessuna ideologia gender, brutti complottisti: Aveeno, come tante compagnie che di giugno (solo di giugno, e solo nei Paesi occidentali) si vestono arcobaleno, vuole solo «reinventare il domani». Creando un esercito di confusi, fluidi, manipolabili, delicatissimi soldatini a guardia del nulla.

Cristina Gauri

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