Roma, 14 lug – Gli Usa organizzano golpe nei paesi di mezzo mondo. Non è una scoperta, ma sentirlo addirittura dalle fonti governative o ex tali è discretamente sconvolgente.

Usa e golpe all’estero: l’ammissione di John Bolton

Secondo quanto riportato da Tgcom24, l’ammissione è di quelle grosse, enormi. La persona che la proferisce è John Bolton, ex-consigliere per la Sicurezza nazionale di Donald Trump, allora presidente degli Stati Uniti, il quale all’epoca aveva già indirizzato al suo collaboratore accuse di un certo peso (come quella di volere a tutti i costi una guerra in Venezuela). E Bolton, nell’intervista alla Cnn a cui rivela la clamorosa confessione, in realtà parte proprio criticando il tycoon riguardo l’attacco a Capitol Hill. Un attacco di modesto valore, secondo il parere “tecnico” del funzionario, che dichiara quanto quella azione non fosse stata pianificata con le dovute attenzioni necessarie a un golpe. Da lì il clamoroso effetto domino. Da il “non fu un colpo di Stato attentamente pianificato”, al rivelarsi involontariamente come un esperto: “Come persona che ha aiutato a fare colpi di Stato, non qui ma in altri posti, ciò richiede un sacco di lavoro e questo non è quello che ha fatto”. Le parole di Bolton diventano virali sui social e girano per mezzo mondo.

Le reazioni nel mondo

Reazioni da Mosca, dalla Turchia, dalla Cina e dalla Bolivia. Il portavoce del ministro degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha richiesto una indagine internazionale. “È importante conoscere in quali altri Paesi gli Stati Uniti hanno pianificato colpi di Stato”, ha poi aggiunto. In Turchia le dichiarazioni di Bolton vengono legate al fallito tentativo di rovesciare il governo di Ankara nel 2016, sebbene in quel periodo non avesse incarichi governativi. Wang Wenbin, portavoce del ministero degli Esteri cinese, invece afferma che la questione “non è una sorpresa. L’ammissione mostra semplicemente che interferire negli affari interni di altri Paesi e rovesciare i loro governi è diventata una prassi del governo Usa”. Secondo Evo Morales, ex presidente boliviano, cacciato dalla carica nel 2019 con le accuse di elezioni truccate, gli Stati Uniti “sono il peggior nemico della democrazia e della vita”. In ogni caso, la confessione non è “completa”: Bolton non ha specificato in quali golpe sia stato coinvolto. Sotto la pressione del giornalista che lo intervistava, ha parlato del tentativo di far cadere Nicolas Maduro in Venezuela, nel 2019. Gli Usa, però, non avrebbero avuto “molto a che fare con ciò”, secondo l’ex-consigliere.

Stelio Fergola

La tua mail per essere sempre aggiornato

1 commento

  1. Portate Bolton, in arancione, ormai solo simbolicamente, comunque utilmente a Guantanamo per chiudere per sempre l’ infame gabbia.

Commenta