Roma, 29 mar – Gli Usa non mollano il tema delle sanzioni alla Russia, per bocca del vicesegretario del Tesoro Wally Adeyemo. Ma stavolta emergono dichiarazioni “curiose”, forse irrealistiche, ma in ogni caso in grado di produrre interrogativi. Le dichiarazioni di Adeyemo sono state pubblicate da Reuters e riportate dall’Agi.

Usa, sanzioni alla Russia fino a che ci sarà guerra?

Il passaggio interessante afferma che “gli Stati Uniti rimarranno sul posto fino a che ci sarà la guerra”, riferendosi alle sanzioni e confermando che ne sono in programma – stante la situazione al momento – di nuove, in più settori dell’economia in qualche maniera utili a sostenre l’invasione russa dell’Ucraina. Nel passaggio citato dall’Agenzia di stampa italiana, si legge che Washington ha intenzione di proseguire su questa strada fino a quando continueranno le ostilità. Wally Adeyemo, in visita a Londra, ha confermato nel suo discorso alla Chatham House che “i nostri alleati e i nostri partner sono impegnati nel prendere ulteriori sanzioni contro l’economia russa” senza specificarne entità e caratteristiche. Adeyemo si è anche espresso favorevolemente nell’idea di sanzionare istituzioni e individui che aiutano gli oligarchi russi a nascondere i loro beni.

Fine delle ristrettezze a guerra finita: è realistico?

Le affermazioni di Adeyemo appaiono onestamente ambigue, dal momento che in un ulteriore passaggio, il vice segretario afferma anche: “Il nostro obiettivo è utilizzare un approccio integrato, che includa controlli sulle esportazioni che dureranno nel tempo, e sanzioni che pungeranno immediatamente”, riferendosi anche ai fornitori militari alternativi utilizzati dalla Russia. Appare onestamente improbabile che Washington, dopo aver mobilitato tutto il suo “macchinario strategico” nei mesi e (diciamolo) anche negli anni scorsi, avviando anche un programma di fornitura di gas liquefatto ai paesi europei (in sostituzione di quello russo) per poi smobilitare tutto dopo la fine di un conflitto che – se davvero fosse così, e ce lo auguriamo – sarebbe stato davvero breve.

Di contro, la ovvia constatazione che non tutte le sanzioni siano identiche, in quanto agenti su diversi ambiti dell’economia. E se è – forse – possibile immaginare che si possa tornare indietro sulle azioni che hanno coinvolto circuiti di pagamento internazionali (come Swift), risulterebbe bizzarro pensare che lo si possa fare per quanto concerne i processi avviati nel settore energetico. Ma come si suol dire, chi vivrà vedrà. E speriamo di poter restare sorpresi.

Stelio Fergola

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