Roma, 2 ago – La visita a Taiwan della speaker dem Nancy Pelosi, il cui arrivo è previsto per oggi come riportato da Tgcom24, apre una riflessione sulla politica estera americana degli ultimi anni, soprattutto dopo l’elezione di Joe Biden alla Casa Bianca, ma anche sull’estremismo di certe scelte le quali – perfino da fonti americane – vengono guardate con enorme perplessità.

Taiwan, l’inopportunità della visita di Nancy Pelosi

Senza prendere le parti di nessuno ma solo quelle dell’interesse alla pace generale (specialmente in questo periodo storico, già duramente turbato dalla guerra in Ucraina), la riflessione non può che partire dall’inopportunità di una visita “diplomatica” di questo tipo, in un contesto di enorme tensione internazionale (quale è quello di Taiwan) a prescindere dalla constatazione – ovvia – che ci porta a notare oggettivamente l’appoggio della Casa Bianca all’isola, in chiave anti-cinese. Del resto, lo stesso Pentagono, anche citato dal presidente Biden, aveva espresso le sue perplessità, come riportato dal Guardian, pur ritenendo “improbabile” un attacco cinese (come riportato anche da Open). “Non una buona idea in questo momento”, aveva precisato il presidente poco più di una decina di giorni fa.

Insomma, perfino le fonti governative e militari statunitensi, che della loro politica estera sono responsabili eccome (in Medio Oriente, nell’Est europa, e ovviamente anche in Asia), si esprimono in modo piuttosto scettico sul viaggio. Il che, forse, ci dovrebbe far pensare che le azioni si stiano orientando un po’ troppo sul gergale “tirare troppo la corda”. Dall’altro lato la Cina, ovviamente, minaccia. Quanto siano reali o virtuali le minacce stesse, poi, è un altro paio di maniche. Ma le parole si accumulano, e se per caso avviene un incidente, il loro carico può essere letale.

Le reazioni cinesi

La Cina, dal canto suo, ferma le importazioni da 180 aziende da Taiwan. E critica duramente la scelta – nei fatti – americana. La visita della Pelosi è “molto provocatoria”, per Pechino, che per bocca del suo ambasciatore presso l’Onu, Zhang Jun, si esprime così: “Apparentemente una visita del genere è molto pericolosa, molto provocatoria”. Per Jun, che proferisce queste parole nel corso di una conferenza stampa, la visita “minerà anche le relazioni tra la Cina e gli Stati Uniti”.  Poi ha aggiunto : “Anche la situazione a Taiwan sta cambiando con il supporto di alcune forze esterne. La tendenza di Taiwan verso l’indipendenza si sta ulteriormente sviluppando. Se non intraprendiamo azioni appropriate ed energiche per fermarla la situazione potrebbe essere persino fuori controllo”.E gli Usa?  Chiunque li governi, si prepari a “onorare il suo impegno per il principio della Unica Cina”,come assicurato da Biden durante una video chiamata con il presidente Xi Jinping.

Stelio Fergola

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