Roma, 15 nov – Il Var potrebbe cambiare. O per lo meno, il mondo del calcio ne discute: Gianluca Rocchi, infatti, ne ha parlato a Radio Rai. D’altronde, lo strumento di moviola in campo ha generato discussioni fin dai suoi primi esordi.



Rocchi: “Verso il Var 2.0”

L’articolo Adnkronos di oggi riporta, per l’appunto, dei possibili cambiamenti in seno al Var, la moviola in campo introdotta da qualche anno nel mondo del calcio. Più che cambiamenti in senso stretto, si parlerebbe di “aggiunt” tra cui quella possibile che introdurrebbe il “challenge” degli allenatori per chiedere una verifica video. L’attuale designatore delle serie maggiori in Italia, Gianluca Rocchi, ne parla in Radio, ipotizzando una sorta di “Var 2.0”.

Si chiede Rocchi: “Il Var deve servire a eliminare grandi errori e ingiustizie?” E la risposta che si dà è la seguente: “Il Var è uno strumento favoloso se l’arbitro in campo arbitra bene, in modo lineare, coerente e convincente. se non lo è, diventa quasi un nemico”. Poi riflette sul poco utilizzo del video da parte dei direttori di gara: “Il Var non lo stanno facendo tutti, abbiamo un gruppo ristretto, mentre in campo stiamo inserendo dei giovani, nel Var stiamo andando molto più con i piedi di piombo, al monitor è molto più complesso, sei schiavo delle immagini e devi giudicare ed è completamente un altro lavoro. Si va verso la soluzione di avere due ruoli ben definiti”.

Dialoghi tra arbitro e sala video

“Abbiamo bisogno di condividere con giocatori e allenatori le nostre sensazioni, sto invitando un allenatore professionistico in tutti gli incontri. È chiaro che la lettura da arbitro è diversa da quella di un giocatore”.

Quanto alla possibilità di far ascoltare i dialoghi tra arbitri e sala video, Rocchi afferma: “Il giorno credo sia molto vicino, vogliamo far ascoltare l’audio, non c’è nessun segreto: teniamo le registrazioni, a noi serve nella valutazione del Var, dove non c’è solo decisione ma anche modo di comunicare, saremo molto prossimi ad ascoltarlo”.

E infine, sul Var “a chiamata”, una sorta di “challenge” richiesto dagli allenatori: “Non ho mai detto di no, non siamo contrari del punto di vista arbitrale, bisogna chiedere agli allenatori. E in molti non sono d’accordo. È un percorso lungo. La Var è uno strumento nuovo, sono solo 4 anni che lo utilizziamo, è in evoluzione e tra qualche anno sarà diversa in alcuni aspetti”.

Alberto Celletti

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