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Roma, 4 apr – L’accoglienza degli immigrati è il chiodo fisso della Cei. Cosa nota, ma ogni tanto non sarebbe male se la Chiesa riuscisse a stupire i fedeli cambiando argomento. La solfa altrimenti è sempre la stessa e inizia ad annoiare. Tanto più se, a ben vedere, la morale pastorale finisce per allinearsi sistematicamente con le narrazioni della sinistra politicamente corretta. Ma se la sinistra risulta sempre più impopolare e incapace di fare un’opposizione efficace in Parlamento, il Vaticano prova a colmare le falle e attacca anche sul dl Sicurezza del governo.

“Questo decreto è insufficiente, va rivisto. E finché non sarà rivisto, questo decreto va integrato, perché niente deve mancare all’assistenza di una persona, per la sua vita e la sua dignità”. Parola di monsignor Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, intervenuto alla presentazione del rapporto del Centro Astalli. Il messaggio è chiaro, prima o poi, secondo la Chiesa, dovrà arrivare un governo deciso a cancellare il decreto Sicurezza. Visto però che adesso è stato approvato dalla maggioranza gialloverde, almeno si deve tentare di cambiarlo. Insomma il Vaticano fa politica, schierandosi rigorosamente a sinistra, salvo poi puntualizzare di non essere un partito ma qualcosa di ancor più influente: “Noi come Chiesa abbiamo un compito ancora più grande, perché se il migrante va integrato, e dalle istituzioni non arriva ciò che è necessario per questa integrazione, dobbiamo sopperire noi”.

Il Vaticano “dà i numeri”

Ecco, il Vaticano ricorda a tutti che è in grado tranquillamente di sostituirsi allo Stato, a prescindere dalle leggi approvate dall’Italia. A monsignor Bassetti non importa poi se per portare avanti questo gravoso lavoro debba far passare un messaggio inesatto (eufemismo): “I migranti vanno soccorsi e salvati, non rimandati o bloccati in Paesi terzi non sicuri. Alla fine chi si assumerà la responsabilità di tutto questo? Sono diminuiti gli sbarchi, ma aumentano in modo esponenziale i morti in mare: chi si prende questa responsabilità?”.

I numeri, caro monsignore, dicono esattamente il contrario e l’effetto è abbastanza scontato: sono diminuiti gli sbarchi quindi sono diminuiti anche i morti in mare. Prendiamo, a titolo esemplificativo, i dati dello scorso anno. Nel 2018 si sono verificati circa mille morti in meno rispetto al 2017: 2.262 a fronte dei 3.139, -28%.

Alessandro Della Guglia

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2 Commenti

  1. Traditore sorosiano immigrazionista ed indegno di parlare………pensi alla sua penosa chiesa comunista e non ci rompa i coglioni……….un parassita senza spina dorsale che sputa sugli italiani che lo pagano e lo sopportano. Da nausea……….si faccia un giro nelle stazioni e nelle periferie fra spaccio negroide e delinquenti vari…………penoso

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