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“Venerdì nero”: l’offerta del Primato con 36 numeri

by La Redazione
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Roma, 26 nov – Per il “venerdì nero” anche il Primato Nazionale propone un’offerta per vecchi e nuovi lettori: 36 numeri della rivista mensile ad un prezzo speciale. La collezione dei primi tre anni di attività (escluso il numero 1, esaurito e disponibile solo in versione digitale) del Primato cartaceo a soli 70 euro: dal 2° numero dell’ottobre 2017 al 36° dell’ottobre 2020, da Papa Francesco a Donald Trump.

Una “scatola nera” di numeri da collezionare o da regalare, che racconteremo attraverso le copertine. Senza dimenticare che oltre al tema centrale, spesso di attualità, ogni numero del Primato abbraccia approfondimenti di carattere storico, economico, filosofico: contenuti senza tempo, importanti per il proprio bagaglio e la propria libreria.

Dal “Sovversivo” al “Liquidatore”: il primo anno del Primato 

Il primo numero del Primato è diventato subito iconico: il ‘faccione’ di Emanuele Fiano con scritto “Il Talebano”, per la sua richiesta di distruggere monumenti giudicati politicamente scorretti. Purtroppo esaurito, non farà parte della “scatola nera”. Ci saranno invece le altre copertine dedicate ai ‘cattivi’ della politica italiana. Una carrellata di personaggi contrari agli interessi della Nazione: fra questi politici – non solo italiani – e guru della finanza, umanitaristi, scrittori e pure il Papa.

Il numero 2 ha visto infatti in copertina Papa Francesco, definito “Il Sovversivo” per la sterzata data al Vaticano, diventato punto di riferimento per la sinistra globalista. Il 2017 si è chiuso con il volto di Laura Boldrini (“L’Aliena”) con la sua “politica marziana”, tutta femminismo e immigrati. Il quarto numero ha fotografato Carlo De Benedetti, “L’Invisibile”, imprenditore tentacolare e tessera numero 1 del Pd di cui nessuno parla, mentre il quinto titola “L’Antitaliano”, con riferimento a Roberto Saviano, disco rotto del globalismo.

Un anno dedicato alla Vittoria: dalla Grande Guerra al Vate

Il secondo anno del Primato si apre con il  numero 13, dedicato alla stretta attualità del Deep State italiano. Il numero 14 invece parlerà del centenario della Grande Guerra e di quella Vittoria, così importante e così dimenticata. Il numero di dicembre invece è dedicato al sovranismo, mentre il 2019 si apre con l’isterismo neofemminista; l’anno continua interrogandosi sull’Islam e ricordando il centenario della nascita del fascismo: in copertina un Benito Mussolini stile manifesto.

La seconda parte dell’anno accende i riflettori invece sui complotti (quelli veri e quelli falsi), sulla sfida delle elezioni europee del 2019, sul giornalismo (messo a ‘processo) e sulla deriva della sinistra, sempre più appiattita ai diktat del grande capitale. Grande attenzione poi alle inchieste sugli abusi emersi al Forteto e a Bibbiano: laboratori dell’ideologia progressista dove le vittime sono bambini. Il secondo anno del Primato si chiude infine con un’invocazione: “D’Annunzio premier”, ricordando i cento anni dell’impresa fiumana.

Il terzo anno fra incubo e speranza: da Conte a Trump

Il terzo anno del Primato si apre con “L’incubo giallofucsia”. Giuseppe Conte è il joker del Movimento 5 Stelle che ha preso il potere contro la sovranità. A proposito di falsi eroi, si continua con Greta Thunberg e l’antirazzista malizioso Mario Balotelli. Gennaio invece fotografa Giorgio Almirante e filma un dibattito sulla destra nell’epoca del sovranismo. A febbraio si analizza invece la vittoria di Pirro del Partito Democratico.

Nel panorama dell’informazione irrompe poi il Coronavirus. La copertina di marzo inchioda a fumetti la famosa boutade andata in onda a Piazza Pulita, dove invece di preoccuparsi del Covid si puntava il dito sul fantomatico razzismo.  Ad aprile 2020 abbiamo raccontato invece le misure restrittive di una nazione in ostaggio: un tema ancora tristemente attuale. Il numero 32 tratta il tema dell’uscita dell’Italia dall’Unione europea (cosiddetta Italexit) mentre il Primato di giugno analizza un passaggio chiave della storia italiana: l’entra nella Seconda guerra mondiale.

L’estate porta in copertina i deliri della “cancel culture” del movimento Black Lives Matter e i fumetti: un altro settore dove la sinistra cerca di mettere le mani ‘sabotandolo’. Settembre parla provocatoriamente de “L’ultima cosa rivoluzionaria”, mentre il 37° numero auspica la vittoria di Trump alle elezioni Usa. Con questo numero si chiude la “scatola nera” del Primato.
Buona lettura.

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