Milano, 25 mar – Anatemi, piagnistei, processi mediatici kafkiani, attacchi di panico improvvisi. E’ bastato l’annuncio di un concerto per mandare in tilt redazioni e politici di sinistra. E d’un tratto li vedi, trafelati, sudati, ossessionati dalle vite altrui in mancanza di vitalità propria. Proprio a Milano, come osano violare l’inviolabile città, da loro arbitrariamente eletta a simbolo delle porte aperte. “Noi ci saremo e celebreremo i nostri 20 anni. Sarà una grande festa”. Così Gianluca Iannone, cantante della band ZetaZeroAlfa, spezzava l’ardente sogno dei vietato non vietare nell’intervista rilasciata al Primato Nazionale mensile.

Una grande festa è stata, con migliaia di giovani e meno giovani giunti da tutta Italia per assistere allo scioccante evento del 23 marzo 2019: un concerto rock. E fu così che a forza di invocare la proibizione, terrorizzati dalla musica che per eccellenza infrange i paradigmi dei pavidi censori, il treno passò fischiettando. Come nell’Inno a Satana di Carducci, tra meteore pallide e pianeti spenti, sono piovuti gli angeli dai firmamenti. Canzoni e sorrisi per una serata in cui ovviamente si è svolto tutto senza alcun problema per l’ordine pubblico, senza danni, senza devastazioni, senza nulla di quanto paventato a sinistra da venti anni. Perché sì, in venti anni di concerti degli ZetaZeroAlfa è sempre filato tutto liscio, proprio perché nessuno dei partecipanti si sognerebbe mai di mascherarsi dalla controfigura di se stesso. Non c’è mai stato nulla insomma di quanto sempre, puntualmente, prefigurato nei romanzi horror della sinistra.

D’altronde il tentativo di impedire una serata danzante, soltanto perché i musicisti sono legati a CasaPound, era già di per sé tragicomico. Eppure così fan tutti nel fantastico universo sempre più chic e meno radical, allorquando qualcuno non fa come loro. Apriti cielo, spalancati inferno. Per L’Espresso alle prese con lo spionaggio del sovranismo, tanto per celare il tracollo del Pd anche nelle regioni rosse, è stato un dramma: si è svolto un concerto “sabato sera in un capannone di via Toffetti, prima periferia di Milano, nonostante il divieto della Prefettura per la sua matrice fascista”. La Prefettura non ha vietato alcun concerto, ma le lenti appannate dei probiviri vedono cose che noi umani neppure sogniamo.

Per mostrare ordunque ai lettori, ansiosi in realtà di fregarsene per l’ennesima volta di queste invenzioni che partoriscono sempre tristezza, dalle parti di Stampa, Espresso e Repubblica si è pensato di tirar fuori un video della serata che mostra qualcosa di terrificante: un gruppo rock che canta e suona. Per l’esattezza si tratta di “A difesa della torre”, brano appunto degli ZetaZeroAlfa. Nel video pubblicato online dalle testate in questione si odono questi versi: “C’è dentro di te una luce che non tace. C’è dentro di te un esercito senza pace. Danzerai con me tra le stelle ed altri pianeti. Ecco per te la nostra patria ed i tuoi guerrieri!”.

Qui alla fine sta il punto. Alla sinistra al termine della notte fa paura che in Italia ci siano migliaia di giovani che hanno una luce dentro e una tremenda voglia di camminare a testa alta. Fanno paura le stelle danzanti, perché di fronte all’irrequietezza gioiosa si preferisce che avanzi un piatto deserto di rumori gutturali senza confini. Ma fa paura soprattutto chi è disposto a combattere per la propria patria, perché è questo il vero pugno in faccia assestato alle impaurite ombre livorose che passano il tempo spulciando le vite altrui: la rinascita della patria. Come quel 23 marzo del 1919. A Milano.

Abbiamo 100 anni ma ce ne sentiamo 20. Grazie davvero a tutti gli intervenuti! Prossimo appuntamento il 22 giugno a Roma per l’undicesima edizione di Tana delle Tigri…Alla Vittoria!Video a cura di Federico Savastano

Publiée par ZetaZeroAlfa sur Lundi 25 mars 2019

Eugenio Palazzini

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