Roma, 1 gen – A Vercelli l’evasione di Capodanno. Sembra quasi il titolo di un film, invece è la cronaca degli eventi di stanotte riportati sull’Ansa.

Vercelli e l’evasione di Capodanno

Inizia il 2022, e poche ore dopo avviene l’impensabile. Secondo il Sappe due detenuti albanesi, condannati fino al 2029 per una rapina nelle ville nel Casallese e nel Vercellese, “si sono calati dalla cella e si sono recati nel perimetro interno del carcere. Si sono poi arrampicati sul muro di cinta e, aiutati da un complice che ha lanciato loro delle corde, si sono calati dal muro ma uno dei due è caduto, rompendosi un braccio, ed è stato bloccato dagli agenti mentre l’altro è riuscito a fuggire con l’aiuto proprio del complice”.

L’evasione di Capodanno diventa quindi esecutiva appena iniziato il 2022. Donato Capece, segretario generale del Sappe definisce “prioritario” catturare il fuggitivo, “ma la grave vicenda porta alla luce le priorità della sicurezza (spesso trascurate) con cui quotidianamente hanno a che fare le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria di Vercelli”. Il Sappe “ha rappresentato e manifestato a gran voce la grave carenza di personale di Polizia Penitenziaria in servizio presso l’Istituto di Vercelli e soprattutto l’inadeguatezza del muro di cinta, inagibile da anni. Vergognoso!”.

“Un’evasione annunciata. Scarse le condizioni di sicurezza”

Per Capece “questa di Vercelli è una evasione annunciata, frutto della superficialità con cui sono state trattate e gestite le molte denunce fatte dal Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria sulle condizioni di sicurezza dell’istituto. Se fossero state ascoltate le continue denunce del SAPPE, probabilmente tutti gli eventi critici denunciati e questa stessa evasione non sarebbe avvenuta. E la cosa grave è che questi numeri si sono concretizzati proprio quando sempre più carceri hanno introdotto la vigilanza dinamica ed il regime penitenziario ‘aperto’, ossia con i detenuti più ore al giorno liberi di girare per le Sezioni detentive con controlli sporadici ed occasionali della Polizia Penitenziaria. Il Sappe denuncia da tempo che la sicurezza interna delle carceri è stata annientata da provvedimenti scellerati come la vigilanza dinamica e il regime aperto, l’aver tolto le sentinelle della Polizia Penitenziaria di sorveglianza dalle mura di cinta delle carceri, la mancanza in organico di poliziotti penitenziari, il mancato finanziamento per i servizi anti intrusione e anti scavalcamento e, come dimostra la vergogna del muro di cinta del carcere di Vercelli che è inagibile da anni nell’indifferenza dei vertici ministeriali e dipartimentali nonostante le nostre denunce. La verità è che i vertici del Ministero della Giustizia e dell’Amministrazione Penitenziaria hanno smantellato le politiche di sicurezza delle carceri preferendo una vigilanza dinamica e il regime penitenziario aperto, con detenuti fuori dalle celle per almeno 8 ore al giorno con controlli sporadici e occasionali”.

Poi aggiunge che “sono già in corso le operazioni di polizia per assicurare la cattura dell’evaso, che spero venga preso quanto prima. Questa evasione è la conseguenza dello smantellamento delle politiche di sicurezza dei penitenziari e delle carenze di organico della Polizia Penitenziaria, che ha 7mila agenti in meno. Smembrare la sicurezza interna delle carceri con vigilanza dinamica, regime aperto ed assenza di Polizia Penitenziaria favorisce inevitabilmente gli eventi critici, che sono costanti e continui”.

Alberto Celletti

La tua mail per essere sempre aggiornato

2 Commenti

  1. Ma questi due evasi sono vaccinati o non vaccinati?
    Perché cosa cambia?
    Se non sono vaccinati sono dei veri e propri delinquenti.
    E se lo fossero?
    Se sono vaccinati hanno una attenuante.
    E quale?
    Quella di avere il diritto di aspirare ad aver la libertà.

Commenta