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Gorizia, 6 mag – All’inizio qualcuno aveva pensato ad un caso di guerrilla marketing, un particolare tipo di strategia per la pubblicizzazione di qualche nuovo marchio o prodotto. Qualche giorno fa infatti, gli abitanti di Rione Sant’Andrea, a Gorizia, si sono ritrovati davanti a un enorme cartello pubblicitario di 18 metri quadrati (6 metri di lunghezza per 3 di altezza) con un’altrettanto enorme, eloquente scritta: infame. Corredata di lunga e dettagliata definizione della Treccani, per fugare ogni dubbio. Più preciso di così. A quanto pare, secondo quanto riportato dal Tg regionale, si tratterebbe di un “regolamento di conti” tra vicini di casa, una piccola faida tra dirimpettai su questioni lavorative e monetarie. Non riuscendo a trovare un accordo ed evidentemente impossibilitato a sciogliere il nodo gordiano, uno dei due contendenti ha deciso di risolverla così. Un metodo un po’ passivo aggressivo, se vogliamo, ma che innegabilmente denota una certa finezza stilistica.



“Tutto regolare” 

E denota anche un certo stile il fatto che – sempre secondo il Tg regionale che ha raccolto la testimonianza delle forze dell’ordine – l’autore del gesto ha regolarmente pagato l’affissione: 162 euro per un periodo di 14 giorni. Lo sfregio al vicino sì, ma nel rispetto delle normative vigenti. Tutto regolare, comunque, secondo la polizia: il pagamento della tassa è in regola, la scritta non è oscena e soprattutto rimane anonima, quindi cade anche l’ipotesi della diffamazione. Un piano perfetto.


Cristina Gauri



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