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Roma, 6 mag – Il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, ha sempre meno consensi tra le fila dei “suoi” militari. Dopo aver aperto un’istruttoria nei confronti del generale Paolo Riccò, che lo scorso 25 aprile aveva abbandonato la cerimonia della Festa della Liberazione a Viterbo in seguito agli attacchi dell’Anpi, seminano il malcontento nelle Forze armate, vertici compresi. Sui social infatti fioccano le critiche. Esiste anche un gruppo, con già oltre 4 mila iscritti, dal nome “Io sto con il generale Paolo Riccò“. Motto che riprende le parole del ministro dell’Interno Matteo Salvini, intervenuto nei giorni scorsi sulla vicenda. “Il ministro della Difesa non ha difeso un ‘suo’ generale che il 25 aprile ha lasciato le celebrazioni per gli attacchi dell’Anpi”, aveva scritto su Twitter Salvini, dicendo “Io sto con il generale Paolo Riccò”, per l’appunto.



Le critiche sui social

Cresce il malcontento sui social nei confronti del ministro della Difesa. Il generale di brigata in ausiliaria Vincenzo Liguori ha scritto ieri su Facebook, dopo che la Trenta ha cancellato un suo commento: “Lei parla tanto di trasparenza, ma applica la censura nella peggiore forma di bolscevica memoria! Il mio pensiero non offendeva nessuno ed era riferito agli aspetti tecnici delle procedure di accertamento da lei poste in essere e reclamizzate. La sua reazione avvilisce qualsiasi tentativo di dialogo, riducendolo al mero o ti schieri con e mi ossequi o ti cancello! Questa non è democrazia”. Parole dure che danno il polso di quanto la Trenta stia perdendo il contatto con i nostri ufficiali. Anche il generale Marco Bertolini, ex comandante del Comando operativo di vertice interforze, candidato alle Europee per Fratelli d’Italia, è molto critico: “Si sta trasformando una vicenda spiacevole, che poteva essere sbrigata con un encomio solenne all’interessato, in un assist per chi sta cercando di distruggere le Forze Armate; che non sono proprietà del ministro, né della coalizione di governo, ma di tutti gli italiani”.

Troppo fumo e poco arrosto

C’è da dire che a parte le ultime polemiche, la Trenta nel corso del suo anno di mandato, ha mantenuto poche delle promesse fatte, come scrive Chiara Giannini sul Giornale, a partire dal riordino delle carriere. Basti pensare che un delegato Cocer ha dovuto fare, nel silenzio colpevole della Difesa, 40 giorni di sciopero della fame per essere infine rassicurato dal premier Giuseppe Conte. Trenta, che è espressione dei 5 Stelle, con i suoi attacchi a Salvini sta pertanto coalizzando i militari contro di lei. Sì, perché il vicepremier leghista non fa certo mistero di amare le divise e questo ovviamente piace ai militari.

Ludovica Colli

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1 commento

  1. Trenta magari facesse trentuno e si dimettesse per manifesta parzialità.Magari andasse in prima linea in afghanistan cosi’ ci mostra quanto e brava a fare il soldato e non solo a fare dichiarazioni!

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