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Roma, 29 mar – L’Italia si conferma leader mondiale nella produzione di vino, consolidando la sua posizione nell’esportazione. Una crescita impressionante già notata nei primi cinque mesi del 2018. Stando ai dati Ismea, lo scorso anno l’Italia ha prodotto 55 milioni di ettolitri di vino, pari a un incremento del 29% su base annua. Circa 20 milioni di ettolitri sono stati venduti all’estero, assicurando un record dell’export: 6,2 miliardi. Nell’esportazione siamo dietro soltanto alla Francia, che resta il maggior fornitore mondiale.

Nell’ultimo decennio però vi è stata una crescita italiana esponenziale, secondo Ismea addirittura del 70%. Dati dunque che impressionano, soprattutto se confrontati con la scarsa crescita in altri settori importanti della nostra produzione tipica e del nostro export. Un salto in avanti dovuto in particolare ai vini Dop, la cui esportazione è aumentata del 13% in volume e del 12% in valore. Frenano invece gli Igp, segnando un -23% nelle quantità e un -15% nel giro di affari. Idem i vini comuni, il cui export è calato.

Particolarmente interessante è però il dato sui consumi interni, con la vendita di vini e spumanti che nel 2018 è aumentata. Il vino risulta tra i pochi prodotti che le famiglie acquistano maggiormente rispetto agli anni passati: +5,4% la spesa degli spumanti e +4.6% quella dei vini fermi.

Curiosità: in Gran Bretagna le bollicine italiane battono lo champagne. “In un mercato importantissimo specie per le cantine del Nord Est – sottolinea Ismea – con 336 milioni di euro e una quota del 47% del mercato, prosecco e spumante tricolore hanno scalzato nel Regno Unito lo champagne francese, posizionandosi al primo posto tra le bollicine acquistate oltre Manica”.

Alessandro Della Guglia

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