Viterbo, 8 apr — Il presidente provinciale del’Anpi Enrico Mezzetti ha annunciato di aver sporto denuncia contro CasaPound Viterbo: di che reato si saranno mai macchiate le tartarughe frecciate della Tuscia? Ma di quello, imperdonabile, di essersi opposti alla raffica di vergognose iniziative riduzioniste delle Foibe previste dall’8 aprile e che vedranno la partecipazione di Eric Gobetti. Lui l’immancabile, autore di E allora le Foibe?, quell’accozzaglia di teorie giustificazioniste nei confronti delle stragi nelle foibe e fan numero uno della proposta di abolire il Giorno del Ricordo perché «retaggio della cultura fascista» (in questo spalleggiato dall’esimio Tomaso Montanari).

Il “programmino” di Anpi e Gobetti

Il programma messo a punto dall’Anpi Viterbo si commenta da solo. Si inizia a stretto giro con il propagandare ai liceali la versione pro-Tito dell’esodo giuliano dalmata: «Al mattino al liceo Santa Rosa di Viterbo avverrà un incontro tra le classi terminali e lo storico: verrà affrontata la problematica relativa alle foibe e all’esodo giuliano – dalmata al confine italo – sloveno durante la seconda guerra mondiale». Poi si prosegue il pomeriggio, alle 16, nella sala della provincia in via Saffi a Viterbo, in cui «Gobetti terrà una conferenza sul tema Foibe e fascismo». A corredo dell’evento «nell’adiacente sala Anselmi, a partire dall’8 aprile fino a tutto l’11, sarà allestita la mostra fotografica Testa per dente, che documenterà visivamente le affermazioni dello storico». Il tutto senza uno straccio di contraddittorio, un tipo di discussione che a Gobetti causa delle pesanti allergie. Si ricordi, in questo caso, il clamoroso dietrofront-farsa di Verona: messo di fronte all’insormontabile ostacolo di un vero contraddittorio riguardo le proprie teorie minimizzatrici, ha dato pubblicamente forfait al convegno. Tra le risate generali dei veronesi.

Le tartarughe frecciate rispondono

CasaPound Viterbo non è rimasta a guardare e alcuni giorni fa ha diffuso un comunicato in cui si annunciavano «iniziative anche eclatanti» a contrasto del progetto, chiedendo alla Provincia «spiegazioni sulla superficialità con la quale un ente pubblico – che dovrebbe garantire consapevolezza storica sul periodo buio e coperto dal silenzio tombale che ha avvolto per settant’anni la vicenda – possa arrivare ad assegnare la principale sala del palazzo della provincia senza considerarne le conseguenze politiche e senza garantire su un argomento così delicato un adeguato contraddittorio, altrimenti sviscerato unilateralmente da un dichiarato filo-titino negazionista con dubbia finalità culturale ma di aperto intento propagandistico e provocatorio».

Ricordando la figura barbina di Gobetti avvenuta in quel di Verona, e «a tutela del ricordo dei martiri delle Foibe, delle loro famiglie, degli esuli istriani, dalmati e giuliani e di una accertata verità storica contro un ingiustificato revisionismo CasaPound Italia Viterbo chiede l’annullamento dell’evento o, in alternativa, un pubblico confronto sull’argomento durante lo svolgimento della sopracitata conferenza». Conclude CasaPound Viterbo: «Qualora le nostre richieste non fossero considerate saremo ben pronti a mettere in atto azioni di protesta, anche eclatanti, al fine di non permettere lo svolgersi di tale oltraggioso evento».

CasaPound Italia denunciata dall’Anpi

All’Anpi viterbese non è rimasto altro da fare che estrarre dal cilindro la carta del caro, vecchio vittimismo rosso, denunciando CasaPound per «minaccia grave, tentativo di violenza privata, attentato al libero esercizio di diritti costituzionali» e allertando la Digos viterbese «ai fini di garantire il libero esercizio di diritti costituzionali».

A giudicare dagli striscioni comparsi ieri notte in alcuni punti della città, («Nessuno spazio pubblico per uno “storico” tirino” Gobetti sciacallo» e «A Viterbo non interessa la tua storia, negare le Foibe è un oltraggio alla memoria») il movimento di Gianluca Iannone non si è fatto minimamente intimidire.

Cristina Gauri

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2 Commenti

  1. La politica del (falso) vittimismo non è la mia storia, quindi cerco storie diverse come tanti che vedo intorno crescere sempre più e meno “brutti” di quel che si pensi.

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