Roma, 29 giu – L’allarme sulla cannabis legale è stato lanciato direttamente dall’Onu tramite il World Drug Report 2022. Le Nazioni Unite hanno infatti denunciato come la percezione dei danni che provoca l’hashish sia diminuita nelle aree in cui la droga è stata legalizzata. Fino a qui tutto bene, così almeno sembrerebbe. Ma mentre i progressisti festeggiano questo traguardo dal sapore puramente hippies, la realtà dei fatti cela invece aspetti tutt’altro che positivi.

Negli ultimi anni sono infatti aumentati i suicidi, ricoveri e soggetti con disturbi psichiatrici, in seguito ad un consumo regolare di cannabis. Tra questi, ovviamente, vi è anche una grande percentuale di consumatori di cannabis legale. Secondo lo studio Onu, a livello mondiale, il 40% degli Stati ha denunciato la cannabis come droga più dannosa in termini di problemi di salute.

World Drug Report 2022

Composto da cinque opuscoli, il World Drug Report 2022 fornisce un’analisi approfondita dei mercati globali della droga. Esso esamina il nesso tra droga e ambiente all’interno del quadro più ampio degli obiettivi di sviluppo sostenibile, dei cambiamenti climatici e della sostenibilità ambientale. Il World Drug Report 2022 mira non solo a promuovere una maggiore cooperazione internazionale per contrastare l’impatto del problema mondiale della droga sulla salute, la governance e la sicurezza, ma anche, con i suoi approfondimenti speciali, ad assistere gli Stati membri nell’anticipare e affrontare le minacce provenienti mercati della droga e mitigarne le conseguenze.

Domanda e offerta della droga nell’era del Covid

Il primo capitolo dell’opuscolo inizia con le ultime stime del numero di persone che fanno uso di droghe, distribuzione di consumatori per tipologia di stupefacente, età, sesso e tendenze più recenti. Il capitolo esamina anche l’impatto della pandemia di COVID-19 sui modelli di consumo di droga e sulla fornitura di servizi. Altre questioni esaminate nel World Drug Report sono le conseguenze sulla salute del consumo di droghe. Qui è compreso il numero di persone in trattamento per disturbi e l’entità del consumo per via parenterale, HIV e epatite C.

Il capitolo sull’offerta di droga fornisce una panoramica sulla portata della coltivazione illecita, delle tendenze nella produzione e nel traffico di droga a livello globale. Inoltre, esamina le ultime prove riguardanti la fornitura di droghe attraverso Internet, con particolare attenzione al traffico nel dark web. Infine, l’opuscolo si conclude con un’analisi del rapporto tra economie di droghe illecite e situazioni di conflitto con stati di diritto deboli.

Cannabis e Oppioidi

Il World Drug Report fornisce poi una panoramica degli oppioidi e dei loro modelli di uso non medico a livello globale. Esamina la fornitura globale di oppiacei e oppioidi sintetici e la disponibilità di oppioidi farmaceutici per il consumo medico. Vengono anche analizzate questioni specifiche per i modelli e le tendenze nazionali nei mercati degli oppioidi, inclusa la crisi degli oppioidi in Nord America e in Africa e Medio Oriente. Il capitolo include anche una discussione sul potenziale impatto dei cambiamenti nella coltivazione del papavero da oppio e nella produzione di oppio in Afghanistan.

Troviamo ancora un’analisi dell’offerta globale e delle tendenze del traffico di resina ed erbe di cannabis. Lo studio esamina anche brevemente l’uso medico dei prodotti farmaceutici a base di cannabinoidi e la misura in cui i paesi consentono l’uso medico dei prodotti a base di cannabis. Il capitolo prosegue con una breve panoramica degli ultimi sviluppi nelle normative sulla cannabis in paesi selezionati e si conclude con un’analisi dettagliata delle prime indicazioni dell’impatto della legalizzazione della cannabis sulla salute e la sicurezza pubblica.

Sempre più giovani, sempre più droga

Secondo il rapporto, nel 2020 circa 284 milioni di persone di età compresa tra i 15 e i 64 anni hanno fatto uso di droghe in tutto il mondo, con un aumento del 26% rispetto al decennio precedente. I giovani fanno dunque un maggior uso di droghe, con livelli di consumo ben superiori a quelli della generazione precedente. In Africa e in America Latina le persone sotto i 35 anni rappresentano la maggioranza delle persone trattate per disturbi da uso di droghe.

Livelli record

Rispondendo a questi risultati, il direttore esecutivo dell’UNODC Ghada Waly ha dichiarato: “I numeri per la produzione e il sequestro di molte droghe illecite stanno raggiungendo livelli record, anche se le emergenze globali stanno aggravando le vulnerabilità. Allo stesso tempo, le percezioni errate sull’entità del problema e sui danni associati privano le persone di cure e spingono i giovani verso comportamenti dannosi. Dobbiamo dedicare le risorse e l’attenzione necessarie per affrontare ogni aspetto del problema mondiale della droga, inclusa la fornitura di cure basate sull’evidenza a tutti coloro che ne hanno bisogno, e dobbiamo migliorare la base di conoscenze su come le droghe illecite si relazionano ad altre sfide urgenti, come i conflitti e il degrado ambientale”.

Crescita della produzione e del traffico di droga

Il World Drug Report ammonisce poi che la produzione di cocaina ha raggiunto livelli record nel 2020. Cresciuta dell’11% dal 2019 a 1.982 tonnellate. Anche i sequestri di cocaina sono aumentati, nonostante la pandemia di Covid-19, raggiungendo il record di 1.424 tonnellate nel 2020. Quasi il 90% della cocaina sequestrata a livello globale nel 2021 è stata trafficata in container e/o via mare. I dati sui sequestri suggeriscono che il traffico di cocaina si sta espandendo ad altre zone al di fuori dei principali mercati del Nord America e dell’Europa. Sempre più frequente, ad esempio, è il traffico verso l’Africa e l’Asia.

Afghanistan

Anche il traffico di metanfetamine continua ad espandersi geograficamente, con 117 paesi che hanno segnalato sequestri di metanfetamine nel 2016-2020 contro 84 nel 2006-2010. Nel frattempo, le quantità di metanfetamina sequestrate sono quintuplicate tra il 2010 e il 2020. La produzione mondiale di oppio è cresciuta anch’essa del 7% tra il 2020 e il 2021 a 7.930 tonnellate, principalmente a causa dell’aumento della produzione in Afghanistan. Tuttavia, la superficie globale coltivata a papavero da oppio è diminuita del 16% a 246.800 ettari nello stesso periodo.

Zone di conflitto fabbriche di droga

Le informazioni provenienti dal Medio Oriente e dal sud-est asiatico suggeriscono che le situazioni di conflitto possono fungere da calamita per la produzione di droghe sintetiche, che possono essere prodotte ovunque. Un esempio lampante è la Birmania dove, con una guerra di oltre 70 anni condotta dalla giunta militare comunista birmana contro le minoranze etniche, permette alla stessa di mantenere una vera e propria industria legalizzata della droga. Questo effetto può essere dunque maggiore quando l’area di conflitto è vicina ai grandi mercati di consumo. Storicamente, le parti in conflitto hanno utilizzato la droga per finanziare la guerra e generare reddito, come abbiamo potuto vedere nei vari report legati a Isis e altre formazioni terroristiche islamiste.

Dalla guerra in Birmania all’Ucraina

Il World Drug Report 2022 rivela anche che i conflitti riescono ad interrompere e spostare le rotte del traffico di droga, come è accaduto nei Balcani, principalmente con i kosovari albanesi dell’Uck, e, oggi, la nuova trincea tra Russia e Ucraina. Proprio in quest’ultima, infatti, c’è stato un aumento significativo del numero di laboratori clandestini segnalati. Da 17 laboratori smantellati nel 2019 a 79 nel 2020. 67 di questi laboratori stavano producendo anfetamine, rispetto ai cinque nel 2019. Il numero più alto di laboratori smantellati nel 2020 in qualsiasi paese, è appunto in Ucraina.

Problemi psichiatrici causati dalla cannabis

La maggior parte delle persone in cura per disturbi da uso di droghe sono principalmente a causa dell’uso di cannabis. Negli Stati Uniti e in Canada, i decessi per overdose causati da uso non medico del fentanil, continuano a battere record. Stime preliminari negli Stati Uniti indicano oltre 107.000 morti per overdose nel 2021, rispetto a quasi 92.000 nel 2020. Permane comunque una grande disuguaglianza nella disponibilità di oppioidi farmaceutici per il consumo medico. 

Impatto ambientale della droga

I mercati illegali della droga, secondo il World Drug Report 2022, possono avere impatti sull’ambiente a livello locale, comunitario o individuale. I risultati chiave includono che l’impronta di carbonio della cannabis indoor è in media tra 16 e 100 volte superiore alla cannabis outdoor e che l’impronta di 1 chilogrammo di cocaina è 30 volte maggiore di quella delle fave di cacao. Altri impatti ambientali includono la sostanziale deforestazione associata alla coltivazione illecita di coca, i rifiuti generati durante la produzione di droghe sintetiche che possono essere 5-30 volte il volume del prodotto finale e lo scarico di rifiuti che può interessare direttamente il suolo, l’acqua e l’aria, nonché indirettamente gli organismi, gli animali e la catena alimentare.

Effetti della droga sul genere femminile

Fortunatamente le donne rimangono una minoranza di consumatori di droghe a livello globale. Esse però tendono ad aumentare il loro tasso di consumo e a progredire verso i disturbi psichici più rapidamente rispetto agli uomini. Le donne ora rappresentano circa il 45-49 per cento dei consumatori di anfetamine e di coloro che non fanno uso di farmaci stimolanti farmaceutici, oppioidi farmaceutici, sedativi e tranquillanti. Sebbene le donne rappresentino quasi un consumatore di anfetamine su due, costituiscono solo una persona su cinque in trattamento per disturbi da uso di anfetamine. Il World Drug Report 2022 mette in luce anche l’ampia gamma di ruoli ricoperti dalle donne nell’economia globale della cocaina, tra cui la coltivazione della coca, il trasporto di piccole quantità di droga, la vendita ai consumatori e il contrabbando nelle carceri.

Ma la sinistra italiana pretende la legalizzazione

Come apprendiamo dunque dal World Drug Report 2022, in molti paesi l’aumento di consumi e consumatori, anche minorenni, è legato alla sua legalizzazione. Così come le problematiche di stampo sanitario e psichiatrico ad esso correlate. Data però la gravità di questi dati, viene da chiedersi perché qui da noi, in Italia, la politica debba sottovalutare questi campanelli di allarme che arrivano direttamente dai loro “padroni” globali. Anziché combattere questa piaga, in Parlamento, centrosinistra e Movimento Cinque Stelle continuano a perseguire la linea cieca in favore della legalizzazione della cannabis.

Quale futuro

Tra nostalgici sessantottini di Woodstock e soggetti le cui cellule celebrali sono già state abbondantemente fumate, oggi in politica abbiamo lo specchio delle statistiche finora svolte dal World Drug Report. Se nella vita privata ognuno fà ciò che vuole, quest* signor* non si rendono però conto dei danni che causano e potrebbero ancor di più causare con le loro deliranti proposte. Immaginare un mondo petaloso in cui sentirsi maschio, femmina o anguilla a seconda del meteo o del tipo di droga assunta, per le loro vite arcobaleno può essere certamente stimolante. Per il resto del mondo però che, fortunatamente, ancora pensa e vive con la forza delle virtù, della morale e della ragione, questo è lo sbaglio più grande che si possa fare nei confronti delle future generazioni.

Andrea Bonazza

Dati e testi ripresi da unodc.org

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1 commento

  1. Articolo interessante che manca però nel rimarcare come il drogato non è sempre individuabile subito dal non-drogato; con conseguenze spesso nefaste, come è facile intuire.

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