Roma, 30 giu – Presentatoci come il governo dei migliori, l’esecutivo guidato da Mario Draghi si è presto rivelato il governo dei peggiori. Ammucchiata informe di forze che lo reggono a suon di malumori, attacchi incrociati, divisioni, spaccature e una sostanziale inerzia. Pur di restare a galla, per conservarsi posticini al sole, ancora nessun partito ha strappato. Quello che però sta accadendo nelle ultime ore è soltanto l’antipasto di un autunno di scontri in vista delle elezioni, segnato in particolare dall’agonia dei Cinque Stelle. Il movimento che fu principale forza parlamentare è sempre meno rilevante ed è costretto ad alzare la voce, fuori tempo massimo, per conservare un misero pacchetto di voti destinato altrimenti a evaporare.

Conte vs Draghi? Eccovi il governo dei peggiori

E’ in questo avvilente quadro che si inserisce il gelo tra Conte e Draghi. L’ex primo ministro accusa l’attuale primo ministro di aver chiesto a Beppe Grillo di rimuoverlo da M5S, giudicando tale mossa “un’intromissione grave”. E ora chiede a gran voce un chiarimento politico. E’ pure salito al Colle per un colloquio di circa un’ora con Mattarella, per denunciare le interferenze esterne in un partito. In una telefonata tra Conte e Draghi, l’ex premier ha ribadito tutto il suo disappunto, aspettandosi forse delle scuse. Ufficialmente Draghi non ha però smentito, un silenzio che dunque potrebbe essere letto come una conferma, della serie: “Sì ho davvero chiesto a Grillo di far fuori Conte dai Cinque Stelle”. Eppure fonti di Palazzo Chigi smentiscono, in un rituale – quanto prevedibile – prendere tempo, sostenendo intanto che Draghi non avrebbe affatto avanzato richieste di questo tipo.

Sia come sia nella maggioranza c’è un’aria che manca l’aria, con diversi parlamentari grillini sul piede di guerra e altri terrorizzati dal mollare Draghi, visti i ruoli che ricoprono nel governo. Sta di fatto che al M5S in chiave elettorale converrebbe uscire dalla maggioranza e darsi all’opposizione, ma a questo punto rischia un’altra mini scissione. Amletici dubbi che attanagliano chi dovrebbe governare l’Italia in un periodo di grave crisi economica e che invece ci mostra il volto dell’inettitudine. Commissariati, inconcludenti, fantozziani. E’ giusto che vadano a casa, tutti.

Eugenio Palazzini

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