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Wuhan, 16 feb – Una nuova sconvolgente scoperta dalla missione Oms a Wuhan per risalire all’origine della pandemia di coronavirus. Non solo, come detto in precedenza, il virus dilagava a Wuhan già a dicembre 2019: secondo Peter Ben Embarek, l’ispettore a capo della missione dell’Oms, «sono emersi chiari segni che l’epidemia era molto più ampia a Wuhan nel dicembre 2019 di quanto si pensasse in precedenza e questo fa ipotizzare che la pandemia fosse già dilagante nei mesi precedenti del 2019».



Oltre un dozzina di ceppi covid a Wuhan già nel 2019

Lo stabilirebbe la dozzina di ceppi di coronavirus diversi emersa dagli esami sui campioni raccolti all’epoca a Wuhan. Il virus, quindi, circolava da tempo, tanto da poter mutare e differenziarsi a suo piacimento. Questi risultati hanno spinto l’Oms a chiedere di poter sottoporre ad analisi altri campioni raccolti all’epoca.

Il paziente zero non aveva viaggiato

A sostegno delle teorie dell’Oms arrivano le dichiarazioni dello stesso paziente zero identificato dalle autorità cinesi l’8 dicembre a Wuhan. L’uomo aveva raccontato di non aver mai viaggiato nei mesi precedenti al contagio. Circostanza che proverebbe come in realtà l’infezione circolasse già da tempo. «Non ha alcun legame con i mercati. Abbiamo anche parlato con lui. Ha una vita molto noiosa e normale in un certo senso, niente escursioni in montagna niente viaggi. Era un impiegato in un’azienda privata» ha dichiarato Ben Embarek.

Oms: forse migliaia di casi già nel 2019 a Wuhan

Secondo i dati forniti da Pechino, nel dicembre del 2019 sarebbero emersi solo 174 casi di coronavirus a Wuhan e dintorni, ma l’Oms è di diverso avviso: in realtà potrebbero essere stati migliaia. La scoperta dei 12 ceppi, del resto, conferma le ipotesi formulate da molti altri studiosi secondo cui il virus si trovava nella cittadina epicentro da molto più tempo.

Oms: “Analizzare campioni di sangue dei donatori a Wuhan”

Le prove potrebbero essere contenute nei campioni dalla banca dei donatori di sangue di Wuhan, che il team dell’Oms ha espresso il desiderio di analizzare. «Ci sono circa 200.000 campioni disponibili che ora sono protetti e potrebbero essere utilizzati per una nuova serie di studi», ha spiegato Ben Embarek. E ha aggiunto: «Sarebbe fantastico se potessimo lavorare anche con quelli». Ostruzionismo cinese permettendo, naturalmente.

Cristina Gauri



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2 Commenti

  1. Secondo me, visti certi dati di affollamento nelle terapie intensive di certi ospedali, anche in Italia.

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