Roma, 11 gen – Non poteva mancare la dichiarazione del fumettista Zerocalcare, al secolo Michele Rech, sulla questione degli immigrati della Sea Watch e sul rifiuto di accogliere il loro sbarco in Italia da parte del governo del vicepremier Matteo Salvini.
In occasione dell’asta delle sue opere organizzata al museo Maxxi di Roma per sostenere le popolazioni curde in Siria, il giovane ribelle a libro paga Espresso commenta così i recenti avvenimenti: “È una barbarie che persone non vengano fatte sbarcare. Non mi meraviglia tanto la posizione del governo su questa cosa, quanto quella dell’opinione pubblica”.

La colpa dell’uomo “della strada” secondo il disegnatore romano è quella di  restare inerme di fronte a queste vicende: “sembra che ci siamo assuefatti a questi fatti senza intervenire. La gente comune è quella che nell’Italia di questi anni è la più assente, che si firma solo su Facebook”. Insomma, o la cosiddetta “gente comune” dice quello che i buoni sentimenti sinistrati dettano oppure è politicamente latitante ed incattivita: in questa analisi stantìa il giovane disegnatore non è affatto diverso dall'”anziano” Claudio Baglioni.

In occasione della medesima vendita benefica di fumetti, alla quale ha partecipato anche l’attore e regista Valerio Mastandrea (uno degli sceneggiatori del film tratto dall’albo a vignette del Rech “La profezia dell’armadillo”), Zerocalcare ha confermato il suo indissolubile appoggio anche alle iniziative No Tav ed in particolare a quella del corteo No Tav di dicembre 2018. Come si esprime tale vicinanza? Ovviamente con uno schizzo su carta, che rappresenta sullo sfondo la Mole Antonelliana e in primo piano una folla eterogenea di contestatori composta da uomini, donne, anziani – un quadretto a dir poco idilliaco – e uno striscione con scritto: “C’eravamo, ci siamo, ci saremo sempre. Avanti No Tav”.

Ilaria Paoletti

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4 Commenti

  1. Quando ci ribelleremo alla tirannia delle “opinioni” (banali e massificanti) di Zerocalcare e Michela Murgia?
    Un tempo, quando il cinema italiano era davvero grande, gli sceneggiatori si chiamavano Bernardino Zapponi e Tonino Guerra… Oggi abbiamo Mastandrea.
    Capite?

  2. Che Zerocalcare sia schierato è risaputo, ma non è certo una persona che si schiera senza consapevolezza: è uno che ci mette mani, faccia e cuore. Che crede profondamente in ciò che fa, e se disegna “quadretti idilliaci” è per ottimismo e speranza, non perché sia uno sprovveduto. È uno che ha partecipato a convegni, a manifestazioni, che legge, che ascolta le opinioni pro e quelle contro. Se la signora Paoletti crede che l’impegno di Michele per il supporto ai no TAV si limiti a una locandina, se crede sia un “venduto” allora non sa di chi sta parlando. E di ciò che non si sa sarebbe opportuno non scrivere. Se tutti noi ci informassimo un quarto di quanto si informa Zerocalcare, avremmo finito da un pezzo di ragionare per facili slogan degni di un branco di lobotomizzati, e anziché ripetere come pappagalli cose tipo “aiutiamoli a casa loro / l’attico di Saviano / e i terremotati/ radicale chic/ e il PD?” magari riusciremmo pure ad esprimere un’idea nostra.

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