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Amburgo, 15 ott –  La squadra di seconda divisione tedesca Fc St Pauli ha deciso di licenziare il centrocampista turco Cenk Sahin, colpevole di aver postato sui suoi social network un post di incoraggiamento all’esercito turco, appoggiando quindi l’iniziativa di Erdogan in Siria (o forse solo esprimendo il suo supporto all’esercito del suo Paese).

Gli antifascisti del St Pauli

La società tedesca ha una tifoseria storicamente di sinistra, che si definisce antifascista pacifista e pro Lgbt e questo ha certamente avuto un peso nella decisione nei confronti del giocatore turco. In un comunicato, il club ha definito “incompatibile con i valori della società” il post di Sahin, che attualmente, sebbene il suo contratto sia ancora valido, è stato sospeso dagli allenamenti e dalle attività della squadra.

Sahin: “Dalla parte dell’esercito”

Il post di Sahin, diffuso su Instagram, recitava così: “Siamo dalla parte dell’eroico esercito e dei soldati. Le nostre preghiere sono per voi“. Il resto dei post Instagram è solo una sequela di foto con la mamma e con alcuni buffi cagnolini. E’ a causa di questo eccesso di patriottismo che il St Pauli ha deciso di convocare il centrocampista turco. A quanto pare, dal loro incontro, non è scaturito niente di buono. “Dopo diversi colloqui, proprietà, dirigenza e allenatore hanno deciso di esentare Cenk Sahin dall’allenamento e da ogni altro obbligo nei confronti del club con effetto immediato” si legge nel comunicato del St Pauli. “A motivare la scelta è stato il disprezzo verso i valori alla base della nostra società, tra tutti il rifiuto di qualsiasi tipo di guerra. Il contratto esistente rimarrà al momento valido”. La squadra di Amburgo ha comunque concesso a Sahin di allenarsi e giocare partite per altre squadre.

Le proteste dei tifosi “antifa”

La società ha dunque sposato le proteste dei suoi tifosi che subito dopo il post di Sahin si erano fatte veementi. E dire che quando nel 2017 i tifosi del St Pauli esposero uno striscione dal macabro significato nei confronti dei tifosi del Dresda nessuno, nemmeno la società, ebbe qualcosa da ridire. Era l’ultima partita della Bundeslinga e finì 2-2 tra St Pauli e Dinamo Dresda: lo striscione recitava “Noi festeggiamo 72 anni della realizzazione di questo paesaggio da parte degli alleati”, riferendosi al tragico bombardamento della Royal Air Force del 15 febbraio 1945. Evidentemente, quello striscione non violava i “valori” del club di Aburgo. Quanto a Sahin, si apprende che il Basaksehir lo ha invitato a tornare in Turchia.

Ilaria Paoletti

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