Roma, 15 ott – Ci risiamo, la censura politica si abbatte di nuovo su Altaforte, già esclusa nei mesi scorsi dal Salone del libro di Torino. Stavolta a tenere fuori la casa editrice sovranista è “Più libri più liberi“, la Fiera del libro di Roma. Visti i precedenti, è più che fondato il sospetto da parte della casa editrice vicina a CasaPound che si vogliano evitare nuove polemiche dopo quelle scatenate da “Io Sono Matteo Salvini”, il libro-intervista di Chiara Giannini al leader della Lega, culminate nell’esclusione della casa editrice dalla kermesse torinese.

Polacchi: “Non ci è dato capire perché siamo stati esclusi”

Francesco Polacchi, fondatore e proprietario di Altaforte, spiega: “Abbiamo fatto l’iscrizione alla fiera del libro ‘Più libri più liberi’, che si terrà a dicembre a Roma, nei giusti tempi proprio avere la sicurezza di partecipare. Solo tre mesi dopo abbiamo ricevuto una mail che dice che ‘purtroppo non ci sono più stand disponibili’ per la nostra casa editrice. A quel punto abbiamo risposto chiedendo gentilmente l’elenco delle altre case editrici che saranno presenti alla fiera. Ma la risposta è stata negativa: non è possibile averla”. “Quindi – fa presente Polacchi – non è possibile capire il motivo per cui siamo stati esclusi“. L’editore ricorda quindi che è “l’ennesima situazione che si verifica negli ultimi mesi”. “Quali sono i motivi reali? Non voglio certo parlare di boicottaggio, dico però che non c’è una formula di garanzia nei confronti di una casa editrice già oggetto di censura da parte degli organizzatori di altre fiere del libro. Ad ogni modo – annuncia Polacchi – noi non ci tireremo indietro. Andiamo avanti e lotteremo per capire che cosa possiamo fare per partecipare alla Fiera di Roma. Qualora questo non fosse possibile – assicura – ci presenteremo fuori e lì presenteremo al pubblico i nostri libri“.

Adolfo Spezzaferro

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