Roma, 9 mag – Limitare il calcio solo a tatticismi, dribbling, gol o risultati sarebbe da folli. Il mondo del pallone deve essere caratterizzato anche da aspetti che generalmente vengono messi in secondo piano o addirittura denunciati dal politically correct ma che invece rientrano nella passione per il gioco più bello del mondo. Per questo motivo raccontiamo le storie e gli aneddoti di alcuni fenomeni della sregolatezza, ovvero i calciatori più cattivi di sempre.

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Pablo Alfaro, il Dottor Morte

Pablo Alfaro è stato un difensore centrale difficile da superare. Contrasti durissimi, gomiti alti ed eccessiva aggressività sono le caratteristiche che ha sempre mostrato nei suoi anni militati tra le fila di Real Saragozza, Barcellona, Racing Santander, Atlético Madrid, Mérida e Siviglia. La sua laurea in medicina e il record di cartellini rossi nella storia calcistica spagnola (ben 27) gli valsero il soprannome di Dottor Morte. Il mister Paco Herrera, ai tempi suo allenatore al Mérida, per far ricevere meno cartellini rossi al difensore aragonese stabilì che, per ogni espulsione, Alfaro avrebbe saltato tre partite. Il centrale spagnolo affermò in seguito che quel metodo, la medicina contro i suoi comportamenti al limite, funzionò.

Roy Keane, ovvero Dr. Jekyll e Mr. Hyde

Si può dire che Roy Keane sia stato un grande tuttocampista, in quanto era davvero bravo a difendere, ripartire impostando il gioco e a concludere o assistere i compagni di squadra. A queste doti ci possiamo aggiungere una grande determinazione, un forte carisma e della pura follia. La venatura alla Dr. Jekyll e Mr. Hyde è evidente sin da subito. Ai tempi del Nottingham Forest segna 22 reti in tre stagioni trascinandosi con sé anche molte espulsioni e giornate di squalifica. Con il Manchester United vincerà tantissimi trofei, segnando tanto e divenendo uno dei più bravi nel suo ruolo. Certo, non rinnegando mai il proprio temperamento. Famose sono le sue litigate fuori e dentro al campo: come non ricordare quelle con Patrick Viera ai tempi dell’Arsenal, uno durante un’azione da gioco e uno addirittura prima di entrare sul rettangolo verde, quando i giocatori si trovavano ancora nel tunnel di Highbury. Al lungo elenco possiamo aggiungere la rissa sfiorata con Alan Shearer, quando venne trattenuto a malapena da quattro compagni di squadra, quella invece andata a buon fine con Peter Schmeichel oppure la leggenda in cui Sir Alex Ferguson avesse paura di lui. Nel 1992, a seguito di un’ammonizione a suo avviso immeritata, disse all’arbitro: “Tua moglie è più gentile con me”. Prese 11 giornate di squalifica.

Cosa succede se alla follia ci si aggiunge un pizzico di premeditazione? Il passo da Capitan Psycho a V per Vendetta, è breve. Stagione 1997-98, i Red Devils incontrano il Leeds e durante uno scontro di gioco con il difensore Alf Inge Haaland (padre di Erling, attuale bomber del Dortmund), l’irlandese si rompe i legamenti, con il norvegese che non ci crede sul momento e lo invita a “non fare la scena”. Passano quattro anni, siamo al derby di Manchester, lo United di Keane contro il City dove gioca Haaland: sul finire della partita l’irlandese punta deciso il ginocchio del rivale, lo colpisce e di fatto ne interrompe la carriera. Su The Second Half, il suo secondo libro, l’ex centrocampista dichiarerà che “ci sono cose che ho fatto nella mia vita di cui mi pento, l’episodio con lui non è una di queste.”

Francesco Campa

 

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7 Commenti

  1. Siamo nell’anno 2030
    Loro controllano televisione e radio
    C’è un comitato di censura audio
    Valutano, decidono, quello che sì, quello che no
    Ci danno musica innocua, dopo il collaudo,…

    E io sono fuorilegge in quanto di questo parlo
    In quanto penso a quando questo
    Potevamo anche fermarlo
    Adesso è tardi, per un poeta pirata che spera i bei ricordi e ha
    Tanta nostalgia degli anni novanta

    https://www.youtube.com/watch?v=f8XsXgMtfK4

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