Roma, 4 nov – Nonostante sia passato oltre un secolo, a qualcuno il 4 novembre da ancora fastidio. E’ il caso dell’Alto Adige, dove oggi a Bolzano un gruppetto di antifascisti di area anarchica ha scagliato fumogeni e vernice rossa alle Forze Armate, imbrattando una camionetta dell’esercito. Ad essere colpito dalla vernice antifascista è stato un mezzo militare del 2° Reggimento Trasmissioni, stanziato alla caserma Vittorio Veneto di Bolzano. Ad essere stato fermato in piazza “con le mani nel sacco”, dopo aver imbrattato il mezzo militare, un volto noto della sinistra bolzanina. Cavandosela con una probabile denuncia a piede libero, il giovane anarchico non ha rilasciato dichiarazioni nè agli inquirenti nè ai giornalisti.

L’assemblea pubblica antimilitarista al parco dell’Arci

Ciò che adesso fa discutere la cittadinanza e parte della politica, è però l’impotenza delle autorità dinnanzi a un azione già largamente annunciata. Nei giorni scorsi, infatti, il sedicente gruppo “Bolzano Antifascista”, con sede nel capoluogo dell’Alto Adige alla “Santabarbara” di viale Trento, aveva annunciato azioni di protesta antimilitarista. La scorsa domenica 30 ottobre, uno sparuto gruppo di antifascisti si è radunato per un assemblea antimilitarista a Parco Petrarca, dagli stessi soprannominato “Stonewall”, in sfregio al sommo poeta aretino che nulla ha a che fare con le ideologie novecentesche. Nel Parco si trova il “Pippo-stage”, un centro giovanile gestito e finanziato da Provincia e Comune di Bolzano, nel quale ha sede anche la nota associazione della sinistra “Arci”, anch’essa finanziata dalle istituzioni locali e nazionali. Solo pochi giorni fa, il centro giovanile della sinistra bolzanina è finito al centro delle cronache per episodi di violenza, che hanno costretto una giovane donna alle cure ospedaliere dopo essere stata aggredita e derubata dagli avventori del circolo.

Un “assalto” largamente annunciato

Nei giorni che hanno preceduto il 4 novembre, mentre la politica locale era occupata a dibattere su uno striscione inneggiante la Marcia su Roma, affisso da ignoti sulla cancellata del Monumento alla Vittoria, gli antifascisti hanno appiccicato sui muri di Bolzano decine di volantini invitando alla protesta antimilitarista fissata per la data odierna. Anche sulla pagina Facebook del gruppetto antifascista, i promotori annunciano: “trasformiamo il 4 novembre nella festa del disertore: un giorno in cui la gerarchia militare, il militarismo e la cieca obbedienza vengono sostituite dalla memoria storica, dal pensiero critico, dal rifiuto della guerra e di tutto ciò che permette”. E ancora: “Al di là della nauseante retorica con cui vengono descritte le forze armate ogni 4 novembre, la realtà dice altro. Oltre a invadere ed occupare altri paesi, l’Esercito italiano è responsabile inoltre della devastazione di enormi parti della Sardegna, ridotta a colonia militare per le esercitazioni della NATO”.

Separatisti di Südtiroler Freiheit contro il 4 Novembre

Ma anarchici e sinistra italiana non sono però gli unici ad essersi scagliati contro la Giornata dell’Unità Nazionale del 4 Novembre. Nelle scorse ore si sono fatte sentire anche le proteste degli esponenti del Südtiroler Freiheit, il partito indipendentista fondato da Eva Klotz, figlia del dinamitardo secessionista e ex-Wehrmacht, George Klotz. “Il progetto del governo italiano – ha dichiarato il consigliere provinciale del partito secessionista, Sven Knoll – di introdurre una nuova festività del 4 novembre per celebrare la vittoria nella guerra di aggressione contro l’Austria-Ungheria è una provocazione di cattivo gusto. Anche l’Alto Adige sarà costretto a partecipare alla celebrazione della guerra contro la propria patria, l’Austria, ma per l’Alto Adige non c’è nulla da festeggiare, perché il 4 novembre 1918 non ha portato la liberazione dell’Alto Adige, ma la dominazione e l’oppressione straniera”. Knoll attacca dunque il disegno di legge del nuovo governo a trazione FdI, sostenendo che lo stesso “è stato presentato dal vicepresidente del Senato italiano, Maurizio Gasparri, che da anni lavora per l’introduzione di questa festa nazionalista. Con il nuovo governo neofascista della Meloni, ora vede la sua grande occasione per realizzare questo progetto“. La comunità italiana dell’Alto Adige non è certo sorpresa dalle deliranti dichiarazioni dei secessionisti della Klotz.

Il 4 Novembre torni festa di Unità nazionale anche in Alto Adige

In un’epoca in cui finalmente regna il rispetto tra le tre componenti linguistiche dell’Alto Adige, Südtiroler Freiheit rimane l’unico partito ad insistere nell’alzare i toni per un ritorno allo scontro etnico. Uno scontro di cui solo pochi nostalgici secessionisti sentono la mancanza, unitie, per altri motivi, alla variegata galassia antifascista e antinazionale della sinistra. In netta antitesi alla giornata politicizzata del 25 aprile, proprio a questo dovrebbe invece servire la festa del 4 novembre: riportare quell’unità nazionale puntualmente minacciata. Rilanciare l’idea di Popolo, Potenza e Nazione. E perchè no; rieducare determinate compagini a valori più sani, costruttivi e meno divisivi.

Andrea Bonazza

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2 Commenti

  1. “”In un’epoca in cui finalmente regna il rispetto tra le tre componenti linguistiche dell’Alto Adige….””” Caro Bonazza, sono anch’io di quelle parti. E questa frase demente te la potevi anche risparmiare. Qui o vince uno o vince l’altro. Nessun rispetto per niente e nessuno.

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