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Roma, 18 gen – Decine di migliaia di tweet, un unico hashtag – #43MortiChiedonoLaRevoca – letteralmente impazzito, tanto da restare per ore fra le principali tendenze su twitter. Una sorta di “rivolta” online per chiedere la revoca della concessione ad Autostrade per l’Italia, mentre il governo sembra cincischiare sempre più ogni giorno che passa.

I grillini rilanciano: “Via la concessione ad autostrade”

A partire dal tardo pomeriggio di ieri, gli utenti del popolare social network hanno iniziato a cinguettare in serie, raggiungendo in poche ore una vera e propria “massa critica”. Oltre all’hashtag, la frase più gettonata era “Benetton avete rotto i ponti”.

Buona parte del “lavoro” è stato condotto da profili legati al M5S, con il movimento a cercare di fomentare la (legittima) rabbia contro i concessionari delle autostrade. Gli account ufficiali dei grillini hanno così fatto da cassa di risonanza, puntando il dito contro “i due Matteo” (Renzi e Salvini), colpevoli a loro giudizio di non essere a favore della revoca. Una certezza per quanto riguarda il primo, che tra i finanziatori della propria fondazione annovera anche il gruppo titolare di una concessione, ad oggi invece ambiguo sul tema il secondo, mentre l’alleato Pd pare non aver ancora trovato la quadratura del cerchio.

Ma il M5S non è al governo?

Il riferimento dell’hashtag è ai 43 morti causati dal crollo del Ponte Morandi, le cui responsabilità in capo a società autostrade del gruppo Atlantia (famiglia Benetton) sono ogni giorno sempre più evidenti. E non basteranno le promesse – Aspi mette sul piatto mille assunzioni e 7,5 miliardi di investimenti – a cambiare le carte in tavola, stanti i lauti guadagni realizzati negli scorsi anni sulle spalle (e sulla sicurezza) degli automobilisti italiani.

A sorprendere, tuttavia, è il fatto che ad “occupare” lo spazio della narrazione sia il Movimento 5 Stelle, che da quel terribile 14 agosto va annunciando ad ogni pié sospinto la revoca della concessione. Ultima in ordine di tempo la rassicurazione di arrivare al primo anniversario (cinque mesi fa) della tragedia con le pratiche già avviate. Promessa non mantenuta, nonostante i pentastellati siano all’esecutivo – sia pur con due diverse maggioranze – ininterrottamente dal giugno 2018, esprimendo peraltro un ministro delle Infrastrutture (Toninelli nel Conte I), un viceministro e ben due sottosegretari allo stesso dicastero. Insomma, par di capire: molta lotta e poco governo, nonostante le posizioni di rilievo occupate.

Nicola Mattei

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