Milano, 22 lug — Una bimba di soli 18 mesi è morta di fame e di sete a Milano dopo essere stata abbandonata in casa dalla madre per sette giorni. La donna — una 37enne — aveva lasciato la piccola incustodita e priva di cure e assistenza per raggiungere il nuovo compagno, residente in provincia di Bergamo. Italiana e incensurata, ora è indagata per omicidio volontario pluriaggravato dai futili motivi e premeditazione.

Bimba muore di stenti abbandonata in casa

La madre, Alessia Pifferi, aveva fornito tre versioni differenti agli investigatori, nessuna delle quali avrebbe però trovato riscontro: prima avrebbe parlato di una baby sitter, poi avrebbe detto di aver affidato la piccola alle cure della madre, poi alla sorella. Non era la prima volta che la bimba veniva lasciata sola in casa — in zona Ponte Lambro, alla periferia est di Milano — per lungo tempo. Dal sopralluogo della scientifica, sottolinea la Questura di Milano, sono infatti emerse «delle incongruenze, che hanno consentito al pubblico ministero di procedere all’interrogatorio, raccogliendo dichiarazioni su un ripetuto stato di abbandono della bambina determinato dalle condotte della madre».

Via per sette giorni 

La donna avrebbe abbandonato la piccola in un lettino da campeggio con un biberon di latte, dopo averle cambiato il pannolino. Poi sarebbe uscita di casa alla volta di Bergamo, per congiungersi con il proprio compagno, con il quale si sarebbe intrattenuta per sette giorni — dal 14 al 20 di luglio. L’uomo si è dichiarato all’oscuro di tutto, convinto che la piccola fosse al mare dalla zia. «Gli avevo detto che Diana era al sicuro, al mare, accudita da mia sorella. Ho mentito perché mi sentivo sempre giudicata», ha confessato la madre.

L’interrogatorio

Dai sopralluoghi emergono altri particolari inquietanti: gli investigatori avrebbero infatti rinvenuto vicino al lettino anche un flacone mezzo pieno di En, un potente ansiolitico. Il  sospetto degli inquirenti è che la mamma lo desse alla piccola per tenerla tranquilla. Ora si attende l’esito dell’esame autoptico, che confermerà o meno la morte per stenti della bimba. Sul suo corpo non sono stati rilevati segni di percosse o abusi. Secondo quanto riferito dal pm Francesco De Tommasi la madre nel corso dell’interrogatorio «non ha mai pianto» mostrandosi «fredda» e consapevole. «Sapevo che poteva andare così», avrebbe detto. «Ho visto che non si muoveva. Le ho dato una pacchetta sulla schiena. Le ho messo i piedi nel lavandino per bagnarla, ma non reagiva». La donna avrebbe poi chiesto aiuto a una vicina, che ha chiamato il 118. «Non sono una cattiva madre». Ora è chiusa nel carcere di San Vittore con l’accusa di omicidio volontario aggravato anche dalla premeditazione.

Cristina Gauri

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2 Commenti

  1. Quando le donne compiono crimini orrendi, i media nazionali principali tacciono, oppure ne parlano pochissimo. Chissà come mai…!

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