Roma, 3 dic – “La proposta dello sgombero dei locali in via Acca Larentia voluta dalla presidente Lozzi, ci vede fortemente contrari. La matrice che muove tali proposte è frutto dell’odio ideologico e non di un reale interesse per la città”. E’ quanto dichiarato da Flavia Cerquoni, capogruppo della Lega in Municipio VII, a Roma.
Una presa di posizione netta contro le intenzioni di Monica Lozzi, attuale presidente del VII Municipio che a settembre scorso firmò un documento indirizzato a Roma Capitale, prefettura di Roma, Inps, Inail e Ater per chiedere lo sgombero anche di Acca Larentia.



Acca Larentia: luogo della memoria italiana

La Lozzi, eletta con il M5S, a luglio lasciò i pentastellati per aderire a Italexit, movimento fondato da Gianluigi Paragone. Salvo poi lasciare anche Italexit il mese scorso. Uno strappo politico dopo l’altro, cambia che ti ricambia, l’unica certezza che sembra avere il presidente del Municipio VII è relativa agli sgomberi da effettuare. Senza oltretutto prendere minimamente in considerazione l’importanza di certi luoghi, non soltanto per chi li occupa.
Occorre comprendere che Acca Larentia è parte integrante della storia della destra italiana, da considerarsi luogo della memoria italiana e non solo romana”, fa giustamente notare la leghista Cerquoni. E’ dunque “vergognoso paragonare quella storica sede ad una qualsiasi occupazione”, tuona ancora il capogruppo della Lega.

“Superficiale propaganda del M5S”

Il presidente Lozzi considera invece Acca Larentia come una delle “occupazioni” che a suo avviso “rivestono connotati politici estremisti” e che “hanno una serie di ripercussioni sulla cittadinanza e sull’ordine pubblico”. Ma come fa notare Cerquoni è evidente che “nessun problema di ordine pubblico è alla base di questa delibera”, al contrario chiaramente “spinta dall’ignoranza” e da “una superficiale propaganda elettorale del M5S”.

Difatti Acca Larentia non è semplicemente una storica sede, Acca Larentia è il santuario di un’intera comunità umana e politica. Un luogo silenzioso dove ogni anno vengono ricordati con il rito del Presente! tre militanti dell’Msi: Franco Bigonzetti, Francesco Ciavatta e Stefano Recchioni. La strage del 7 gennaio del 1978 segnò un’intera stagione politica e basterebbe conoscere un minimo di quella storia italiana per comprendere l’importanza di preservarne il ricordo.

Alessandro Della Guglia

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2 Commenti

  1. Acca Larentia, non si devono permettere manco di parlarne. Cominciare a capire vuol dire inginocchiarsi, pregare e reagire!! Con Noi! Reietti, topi di fogna, anticostituzionali e tutto il resto che ci hanno rifilato…, i W Marx, W Lenin, W Mao. A pensarci oggi sembra incredibile. Sembra!!

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