Windhoek – Si chiama Adolf Hitler l’ultimo amministratore eletto nel distretto elettorale di Ompundja, nella regione settentrionale dell’Oshana, in Namibia. «E’ stato mio padre a volermi chiamare così. Probabilmente non sapeva nemmeno che cosa avesse fatto Adolf Hitler, quello vero». Adolf Hitler Uunona, 54 anni, da decenni in prima linea contro l’apartheid, è stato eletto consigliere distrettuale di Ompundja, nella regione di Oshana in Namibia. Sconosciuto fuori dai confini del proprio Paese, la sua elezione – per ovvi motivi – ha subito fatto accendere i riflettori sulla sua persona a livello internazionale.

Anche la Namibia ha il suo Adolf Hitler 

Intervistato dal giornale tedesco Bild, il neoeletto amministratore ha prima ironizzato: «vi assicuro che non voglio invadere il mondo», poi ha raccontato delle difficoltà incontrate nel corso della sua vita nell’affermarsi politicamente in Namibia con quel nome: «Da bambino era una cosa normale. Crescendo ho capito che portavo il nome di un uomo che voleva soggiogare il mondo intero. Beh, non ho niente a che fare con nessuna delle cose che ha fatto. Cambiare il nome? È troppo tardi per farlo. Mia moglie comunque mi chiama solo Adolf, senza Hitler», tiene a puntualizzare Uunona.

E a quanto pare non è l’unico 

Sembra comunque che il nome Adolf Hitler non sia affatto raro in Namibia. Nell’ex colonia tedesca sono ancora presenti un giornale in lingua, stazioni radio tedesche, nomi di strade (come Bahnhofstraße, Bismarckstraße) e una piccola minoranza di lingua tedesca. Fino a pochi anni fa sopravviveva anche un heavy metal bar dall’evocativo nome di «Blitzkrieg Bunker Bar», nella capitale dello stato di Windhoek. La stessa sede del partito al governo, Swapo, è ubicata in Hans-Dietrich-Genscher-Strasse.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

3 Commenti

  1. Oni tanto una bella notizia! In Germania odo gli augelli far festa …contemporaneamente in Israele nel deserto del Nived i JERICHO 1 & 2 sono sulle rampe in fase di pre-riscaldamento!

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