Reggio Emilia, 4 lug – Dopo l’orrore dei particolari emersi dall’inchiesta “Angeli e Demoni” sugli affidi illeciti in provincia di Reggio Emilia, ecco l’ignominia del muro di omertà. E così cinque indagati su sette fanno scena muta davanti ai magistrati, avvalendosi della facoltà di non rispondere. Non si è sottratto Andrea Carletti, sindaco Pd di Bibbiano accusato di falso e abuso d’ufficio (degli stessi capi di imputazione devono rispondere Paolo Colli e Paolo Burani, ex primi cittadini dem, rispettivamente, di Montecchio e Cavriago) che ieri ha parlato per due ore davanti al gip Luca Ramponi e al pm Valentina Salvi. Come riferisce il Secolo d’Italia il legale di Carletti, l’avvocato Giovanni Tarquini, “ha chiesto la revoca dei domiciliari sostenendo che il suo cliente ha fornito chiarimenti sulla sua posizione”. Ma il gip si è riservato.

Vergognoso silenzio

Bocche cucite invece per Fadia Bassmaji e Daniela Bedogni, la coppia di “mamme” lesbiche a cui era stata affidata una minore. Ricordiamo che la Bassmaji aveva in passato avuto una relazione sentimentale con Federica Anghinolfi, la psicoterapeuta attivista lgbt, “papessa” e figura chiave nel giro degli affidi nei comuni della Val d’Enza che decideva a chi affidare i bambini strappati illecitamente alle famiglie naturali. Scena muta anche per Marietta Veltri, responsabile dei Servizi sociali della Val d’Enza.
I magistrati hanno invece interrogato il terapeuta Claudio Foti, direttore del Centro Hansel and Gretel.

Le rassicurazioni di Bonafede


Nella giornata di ieri il ministero della Giustizia ha inviato alcuni ispettori ad eseguire controlli ed ispezioni presso gli archivi del Tribunale dei Minori di Bologna e la Procura di Reggio Emilia. “Dall’indagine – ha spiegato Bonafede – emergerebbe un’inquietante rete criminosa ordita a danno di minorenni. Gli ispettori del Ministero si sono già recati al Tribunale dei Minori di Bologna e alla Procura di Reggio Emilia per verificare la correttezza dell’operato giudiziario in sede di affidamento dei minorenni. Posso garantire che non ci sarà nessun sconto da parte della giustizia, che sarà inflessibile». Il ministro ha poi proseguito affermando che «Questo governo ha ristabilito in Italia il principio della certezza della pena come cardine inderogabile, a maggior ragione, se sono coinvolti dei minori». Tutti i dati «che arrivano dai diversi uffici giudiziari» devono essere «incrociati al fine di poter verificare in maniera più stringente quello che è l’andamento delle situazioni dell’affido dei minori nei vari territori così da poter individuare prima e meglio criticità», ha concluso.

Cristina Gauri

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2 Commenti

  1. ..certezza della pena…..ristabilita…non dica caxxate…con la, infestante, magistratura del pd, la certezza della pena è solo per gli onesti “cogli*ni” italici..

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