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Milano, 15 set – L’ha fatta franca Chandra Rinku Deb, l’irregolare bengalese di 32 anni che il 12 agosto di un anno fa aveva aggredito una donna di 64 anni in pieno centro a Milano per scipparla, e non riuscendoci aveva spaccato una bottiglia di vetro in terra, utilizzandone i cocci per sfregiarla. L’ha fatta franca, perché ieri il tribunale di Milano lo ha rimesso in libertà senza adottare la minima misura cautelare nei suoi confronti.

L’uomo, secondo la ricostruzione degli inquirenti, aveva sorpreso la propria vittima alle spalle, mentre faceva ritorno alla propria abitazione dopo aver fatto la spesa. Dapprima aveva tentato di scipparla, incontrando la strenua resistenza della 64enne che proprio non voleva sapere di essere rapinata. Allora l’aveva strattonata per farla cadere a terra e aveva infierito su di lei con un collo di bottiglia rotto, provocandole squarci al collo, alla spalla e a un polso. Solo grazie al tempestivo intervento di alcuni passanti aveva potuto evitare il peggio.

Ebbene, l’immigrato, sul quale pendeva l’accusa di tentato omicidio, ieri è stato assolto perché giudicato «incapace di intendere e di volere» dal giudice Manuela Cannavale, la quale, incredibilmente, ha stabilito che non debba essere applicata nemmeno la misura di affidamento della durata di due anni a una struttura sanitaria di accoglienza per autori di reati con disturbi mentali (Rems) – misura che la procura della Repubblica di Milano aveva richiesto per il bengalese. Nulla di nulla. Eppure la perizia parlava chiaro: dalle carte emergeva, oltre all’incapacità di intendere e di volere di cui sopra, anche la pericolosità sociale dell’aggressore. Ma secondo Cannavale, basandosi su di uno studio scientifico, il disturbo psichiatrico sarebbe stato «breve e quindi non più rilevabile».

«Un anno fa un clandestino bengalese aggredì con dei cocci di bottiglia una donna di 64 anni a a Milano in pieno centro, in Largo La Foppa, ferendola gravemente. Oggi quel clandestino viene liberato dal Tribunale di Milano, senza misure cautelari, neanche l’internamento in una struttura psichiatrica, per infermità mentale», ha così denunciato il deputato leghista Grimoldi nell’apprendere la notizia. «Milano è allo sbando sotto il profilo della sicurezza e dell’ordine pubblico per la manifesta incapacità della giunta comunale di Giuseppe Sala e per l’analoga manifesta incapacità del ministro Lamorgese, non a caso il peggior prefetto della storia di Milano», attacca  affonda il parlamentare leghista. «Ma se a questo lassismo aggiungiamo anche il ‘liberi-tutti’ di certi giudici…Chi restituirà un minimo di giustizia a questa donna ferita gravemente? È questa – conclude Grimoldi – la sicurezza che abbiamo a Milano? Che messaggio viene dato? Che violenza e crimini sono permessi e restano impuniti?».

Cristina Gauri

 

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