Modena, 24 apr – In due contro il branco di immigrati nordafricani. Un’attacco brutale con un’amara sorpresa finale per i malviventi, perché gli aggressori non avevano fatto i conti con il titolo di campionessa mondiale di muay thai della donna della coppia, Rossella Setti, la cui reazione ha letteralmente “mandato a casa” gli stranieri.

Senza pietà

“All’improvviso un gruppo di otto extracomunitari, presumibilmente del Nord Africa, poco più che ventenni, ci ha sbarrato la strada. Hanno iniziato a spintonarci e strattonarci. Poi sono partite le botte in faccia. Una vera e propria mattanza”. Così la ragazza racconta la violenta aggressione subìta alcune notti fa di ritorno da una serata trascorsa con il proprio ragazzo a Carpi, provincia di Modena. Il branco aveva “puntato” i due e li aveva pestati a sangue per impossessarsi di uno smartphone e un portafogli. All’improvviso i magrebini hanno buttato il ragazzo per terra sferrandogli una serie violentissima di calci e pugni in faccia, senza alcuna pietà. Dopodiché si sono avventati sulla ragazza, non sapendo di avere a che fare con una campionessa mondiale di Muay Thai. Rossella si è difesa con tutta la tenacia di cui era capace ed è riuscita a trattenere uno degli aggressori fino all’arrivo della polizia, mentre gli altri scappavano, incalzati dalle sirene dei mezzi delle forze dell’ordine. “Se non avessi fatto arti marziali – ha raccontato la giovane -, probabilmente non saremmo qui a raccontare questa terribile vicenda. Io amo lo sport, ma ancora più oggi mi sento di caldeggiare i corsi di autodifesa per tutti, donne e uomini”.


I due fidanzati sono stati accompagnati al pronto soccorso dell’ospedale Ramazzini. Rossella Setti ha riportato lesioni al cuoio capelluto dovute a delle bottigliate, e varie escoriazioni al viso. Al suo fidanzato invece è andata molto peggio, riportando egli gravi lesioni maxillo facciali causate dalla caduta a terra e dai calci ricevuti durante il brutale pestaggio. Il 20enne tunisino trattenuto da Rosella è stato condotto in centrale per l’identificazione, dove è poi stato accusato di rapina e lesioni personali aggravate da futili motivi e incarcerato nella casa circondariale Sant’Anna, a Modena. Le autorità competenti stanno ora indagando per risalire all’identità di tutti gli aggressori.

Cristina Gauri

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7 Commenti

  1. Mentre aspettava l’arrivo della polizia, avrebbe dovuto piazzargli 15 o 20 calci alla testa, o quantomeno procurargli fratture e lesioni tali da causargli emorragie interne.
    É ora di cominciare la VERA lotta di Liberazione!

  2. “è riuscita a trattenere uno degli aggressori fino all’arrivo della polizia”……. e speriamo che nell’attesa l’abbia gonfiato per benino o tramortito con un po’ di sventole!

  3. Ovviamente gli altri non li troveranno e non li schederanno in quanto clandestini … I clandestini non sono censiti ma sono stati accolti dal PD, violando la legge … È assurdo che nessuno del nuovo governo abbia emanato delle leggi per far processare il PD e Renzi …

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