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Agrigento, 1 ott – Più che un centro di accoglienza, un colabrodo. Continuano senza sosta le fughe di immigrati dal centro di accoglienza ex Villa Sikania di Siculiana (Agrigento). A due giorni dall’evasione di massa che ha visto decine di immigrati eludere la sorveglianza e disperdersi nelle campagne, nel tardo pomeriggio di ieri altri dieci ospiti della struttura sono riusciti ad oltrepassare le inferriate che circondano il centro e far perdere le proprie tracce. Lo schema è quello consueto che ha caratterizzato le sempre più frequenti «sortite» verso l’esterno degli immigrati insofferenti all’obbligo di quarantena necessario al rispetto del protocollo sanitario per fronteggiare l’emergenza coronavirus: scavalcare la cancellata, precipitarsi sulla Strada Statale 115 sfidando il pericolo delle auto che sfrecciano a tutta velocità, e da lì sparpagliarsi attraverso i campi.

Stavolta, come già era accaduto lo scorso luglio, a farne le spese è stato un poliziotto del Reparto Mobile, che nel tentativo di bloccare i fuggitivi è stato aggredito e strattonato per terra riportando traumi alla testa e alla spalla. L’agente è stato prontamente trasportato al pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni di Dio dai mezzi del 118, dove gli è stato diagnosticato un trauma cranico. Le sue condizioni non desterebbero preoccupazione.

«Non possiamo continuare a vivere così, siamo spaventati e stanchi» raccontato i residenti  della zona adiacente al centro. L’esasperazione è alle stelle. Anche perché le fughe di immigrati non rappresentano soltanto un pericolo sanitario: le evasioni mettono costantemente a repentaglio la sicurezza dei cittadini, non ultima quella stradale. Sulla Statale 115, dove gli stranieri si precipitano di corsa prima di dileguarsi nelle campagne, c’è già scappato il morto, un ventenne eritreo che è stato travolto da un’auto mentre tentava la fuga. Nell’incidente sono rimasti coinvolti anche i tre agenti che lo stavano inseguendo per bloccarlo e riportarlo al centro, anch’essi investiti dalla stessa vettura.

Cristina Gauri

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