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Roma, 1 ott – Il Regno Unito ha gentilmente salutato l’Unione europea, eppure Ursula von der Leyen sembra proprio non capacitarsene. O per meglio dire pretende che Londra si muova in base alle direttive di Bruxelles. “La Commissione europea ha inviato oggi al Regno Unito una lettera di messa in mora per aver violato i suoi obblighi ai sensi dell’accordo di recesso” sull’uscita dall’Ue, ha annunciato la von der Leyen. L’ex delfino di Angela Merkel ha poi incalzato: “Ciò segna l’inizio di un procedimento formale di infrazione contro il Regno Unito. Ha un mese per rispondere alla lettera di oggi”. Un monito che non riusciamo davvero a immaginare quanto possa turbare sul serio il sonno di Boris Johnson.

Vincoli relativi

Anche perché a ben vedere, come poi sottolineato dallo stesso presidente della Commissione europea, le parti (ovvero Ue e Regno Unito) sono vincolate da un obbligo di cooperazione in buona fede. Cosa che di per sé è quasi un’antinomia, e in ogni caso la piena sovranità riacquistata da Londra non assegna a Bruxelles un ruolo dominante in grado di dettare troppe condizioni. “L’articolo 5 dell’accordo di recesso stabilisce che l’Unione europea e il Regno Unito devono adottare tutte le misure appropriate per garantire l’adempimento degli obblighi derivanti dall’accordo di recesso e che devono astenersi da qualsiasi misura che possa compromettere il raggiungimento di tali obiettivi. Entrambe le parti – dice von der Leyen – sono vincolate dall’obbligo di cooperare in buona fede nell’esecuzione dei compiti derivanti dall’accordo di recesso”.

Londra tira dritto

Il governo britannico non si scompone e tira dritto. “Risponderemo alla lettera” dell’Ue “a tempo debito”, ha replicato secco un portavoce di Boris Johnson, ma “abbiamo chiaramente indicato le nostre ragioni per introdurre (attraverso la legge contestata già approvata dalla Camera dei Comuni, ndr) le misure relative al protocollo sull’Irlanda del Nord”. Si tratta nello specifico di realizzare “una rete legale di sicurezza per proteggere il mercato interno del Regno Unito” e allo stesso tempo garantire la tutela del “processo di pace” irlandese. In poche parole, pare proprio che Londra se ne freghi altamente della reprimenda di Bruxelles.

Alessandro Della Guglia

1 commento

  1. Buon per loro (RU), speriamo che un giorno anche noi di poter uscire dalle reprimende di Bruxelles… ma la vedo dura

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