Roma, 17 gen – Dopo le violenze perpetrate da bande di immigrati e dai cosiddetti “italiani di seconda generazione” a Milano durante la notte di Capodanno, abbiamo analizzato i dati dell’Istat riguardanti gli arresti e le denunce del 2020. Il quadro che ne è uscito è fortemente allarmante: nonostante gli stranieri censiti in Italia siano 5 milioni, l’8,45% della popolazione residente, questi commettono il 30 per cento dei delitti, con una propensione al crimine 4,7 volte superiore rispetto a quella degli italiani.

Il 41 per cento delle violenze sessuali sono commesse da immigrati

Analizzando nello specifico i delitti, si evidenzia la forte pericolosità sociale degli stranieri. Ad esempio, nel 2020, gli immigrati sono stati arrestati/denunciati nel 40,59 per cento dei casi di omicidio preterintenzionale, nel 36,22 per cento dei casi di sequestro di persone, nel 41,09 per cento dei casi di violenza sessuale, e ben nel 67,53 per cento dei casi di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione.

Gli stranieri sono stati arrestati/denunciati per il 42,48 per cento dei furti, per il 42,52 per cento delle rapine, per il 40,24 per cento delle ricettazioni, per il 32,11 per cento dei danneggiamenti, per il 36,95 per cento dei reati riguardanti il traffico di stupefacenti, e per il 25,55 per cento dei crimini connessi all’associazioni per delinquere.

La propensione al crimine degli stranieri per tipo di delitto

La propensione a determinati tipi di delitti degli stranieri è allarmante. Gli immigrati hanno una propensione allo sfruttamento e al favoreggiamento della prostituzione 22,5 volte superiore a quella degli italiani, agli omicidi preterintenzionali, ai furti e alle rapine 8 volte superiore, alle violenze sessuali 7,6 volte superiore.

Le nazionalità che commettono più reati

I cittadini di nove nazionalità vengono arrestati/denunciati per il 53 per cento dei crimini totali commessi dagli stranieri e per il 16 per cento dei crimini totali in Italia. I Paesi di provenienza sono Tunisia, Algeria, Nigeria, Marocco, Senegal, Albania, Egitto, Pakistan e Romania. I Paesi nordafricani, la Nigeria e il Pakistan sono anche i Paesi di origine della maggioranza degli immigrati sbarcati clandestinamente in Italia negli ultimi anni.

Il primato degli arresti e delle denunce spetta ai cittadini del Marocco (il 4,16 per cento sul totale dei delitti in Italia e il 13,83 per cento sul totale dei delitti commessi da stranieri), mentre la maggior propensione al crimine è dei cittadini della Tunisia (16,1 volte superiore rispetto agli italiani).

La propensione alle violenze sessuali dei tunisini è 22,3 volte superiore rispetto a quella degli italiani

Dalla Tunisia, provengono la maggioranza degli immigrati sbarcati in Italia, quasi 50mila negli ultimi sei anni. Dal 2016 al 2020, i tunisini sono stati arrestati/denunciati per 455 violenze sessuali, per 5.013 lesioni dolose, per 137 sequestri di persona, per 10.089 furti, per 3.223 rapine, per 14.049 reati connessi allo spaccio di stupefacenti, e per 636 reati di stalking.

La propensione alle rapine degli algerini è 59,6 volte superiore rispetto a quella degli italiani

Dall’Algeria, provengono la stragrande maggioranza degli immigrati sbarcati in Sardegna e, come si legge nelle cronache locali, spesso hanno messo a ferro e fuoco il centro di accoglienza di Monastir, non lesinando nemmeno incursioni in città dopo le svariate fughe. Sebbene gli algerini residenti in Italia siano solo 18mila, questi sono stati arrestati/denunciati, dal 2016 al 2020, per 813 rapine, per 4.836 furti, per 966 casi di ricettazione, per 666 delitti di lesioni dolose, per 433 danneggiamenti, e per 63 violenze sessuali

La propensione allo sfruttamento della prostituzione dei nigeriani è 204 volte superiore rispetto a quella degli italiani

Per anni, la Nigeria è stato uno dei Paesi maggior esportatore di immigrati sbarcati clandestinamente in Italia. In soli due anni (2016 e 2017), i richiedenti asilo nigeriani sono stati 54mila. Come è noto dalle cronache, lo sbarco di decine di migliaia di nigeriani ha causato la crescita e la radicalizzazione della mafia nigeriana che ormai ha soppiantato quella italiana in diversi “settori”, dallo sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione (le nigeriane sono schiave dei loro connazionali fino al pagamento della “tariffa” dovuta per il viaggio che le ha portate in Italia) al traffico di stupefacenti (l’eroina gialla è il marchio dei clan nigeriani).

Ciò è confermato pure dai dati dell’Istat. I nigeriani sono stati arrestati/denunciati per 1.093 crimini riguardanti lo sfruttamento e il favoreggiamento della prostituzione, per 13.693 reati relativi al traffico di stupefacenti, per 577 violenze sessuali, e per ben 266 delitti legati all’associazione per delinquere di tipo mafioso.

Propensione al crimine: il 4,16 per cento dei crimini in Italia sono commessi da marocchini

I marocchini residenti in Italia rappresentano lo 0,7 per cento della popolazione totale. Nonostante questa piccola percentuale, sono stati denunciati/arrestati per il 4,16 per cento dei crimini commessi nel 2020.

Dal 2016 al 2020, i marocchini sono stati denunciati/arrestati per 8.795 rapine, per 28.728 furti, per 1.305 violenze sessuali, per 12.839 crimini legati a lesioni dolose, per 1.236 reati di stalking, per 433 tentati omicidi, per 28.959 reati connessi al traffico di stupefacenti, e per 707 crimini riguardanti l’associazione per delinquere. In totale, dal 2016 al 2020, i cittadini del Marocco sono stati denunciati/arrestati per 187.203 delitti.

Gli albanesi si contendono il “settore” dello sfruttamento della prostituzione con i nigeriani

I principali concorrenti dei nigeriani per quanto concerne il business della prostituzione sono gli albanesi. Sebbene siano solo 421mila i residenti in Italia, dal 2016 al 2020, questi sono stati denunciati/arrestati per 793 crimini legali allo sfruttamento e al favoreggiamento della prostituzione, per 19.215 delitti riguardanti il traffico di stupefacenti, per 1.087 reati connessi all’associazione per delinquere, per 25.555 furti, per 2.800 rapine, per 485 violenze sessuali, e per 130 omicidi volontari.

A causa dell’immigrazione clandestina, l’Italia è seduta su una bomba che esploderà sempre più spesso

Dal 2016 al 2020, i cittadini di 7 Paesi, la Tunisia, il Marocco, l’Algeria, la Nigeria, l’Egitto, il Pakistan e il Senegal, ovvero circa l’1,67 per cento della popolazione residente in Italia, sono stati denunciati/arrestati per 438.635, il 10 per cento delle denunce e degli arresti totali. Tali nazionalità corrispondono a quelle che hanno fatto segnare il più alto numero di immigrati sbarcati sulle coste italiane. Ciò significa che, se il governo non porrà fine all’immigrazione clandestina, i crimini aumenteranno a dismisura e si continuerà a innescare quella bomba sociale destinata a esplodere sempre più frequentemente, come si è appurato durante la notte di Capodanno a Milano.

Francesca Totolo

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3 Commenti

  1. Gentile F.Totolo, apprezzo molto il lavoro “certosino” da Voi svolto ma, per stuzzicare un più preciso posizionamento analitico, vorrei sottolineare che la propensione al crimine è data da tutti colori che si drogano in tempo di cosiddetta pace, come se fossero in guerra… E su questa realtà i numeri sono ancora da scoprire. Buon lavoro e grazie. Le carceri non sono tutto…

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